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Leonardo da Vinci genio e versatilità: musa ispiratrice del 2022

C’è stato un tempo in cui la conoscenza non era divisa in compartimenti stagni rigidi e la specializzazione come la intendiamo noi oggi in pratica non esisteva. Molti grandi filosofi erano anche astronomi, matematici e/o economisti; grandi scienziati erano anche profondi pensatori; grandi pittori erano anche fini matematici e architetti. Einstein, Leonardo da Vinci, Archimede, Galilei, Newton (e tanti altri si potrebbero citare) avevano sicuramente due cose in comune: la curiosità e la versatilità («Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso» diceva di sé Einstein).

Poi è venuta la modernità, che si è portata dietro la rigidità delle definizioni, gli ordinamenti professionali, le scuole specialistiche eccetera, con a corredo la necessità di schematizzare, incasellare, normare e regolamentare.
Ma ora siamo nel pieno di una rivoluzione digitale che promette di stravolgere molte delle regole conosciute ed acquisite. Mai come in questo momento è indispensabile essere preparati, ma al tempo stesso versatili (o resilienti, come si usa dire di questi tempi). Ce lo ha sbattuto in faccia con violenza inaspettata proprio la pandemia da covid, con i confinamenti, lo smart working, la didattica a distanza. Come ci ricorda Chiara Medaina, tutor di Maximus, in questa intervista [link], la versatilità è tra le caratteristiche maggiormente richieste dalle aziende che assumono: significa avere la capacità di «non rimanere cristallizzati nel proprio ruolo», di adattarsi e di spingersi un po’ fuori la propria comfort zone.

È per questo che – proseguendo una tradizione iniziata quattro anni fa – il nostro personaggio dell’anno per il 2022 è Leonardo da Vinci. Leonardo da Vinci è la versatilità fatta persona: la sua mente è stata capace di spaziare dalla pittura all’architettura; dall’ingegneria alla matematica; dall’idraulica alla botanica, spinto dalla voglia di conoscere, sperimentare, cercare nuove strade.

 

Leonardo da Vinci

 

Nato a Vinci (Firenze) nel 1452 e morto vicino ad Amboise (in Francia) nel 1519, a 20 anni Leonardo era già iscritto alla Compagnia dei pittori: d’altronde la pittura era da lui considerata l’arte per eccellenza. A 30 anni, passato a Milano alla corte di Ludovico il Moro, Leonardo si dichiarava capace di dipingere, ma anche di inventare e costruire congegni bellici (come in effetti fece), di progettare opere di architettura, di lavorare il bronzo e scolpire. A Milano fu anche scenografo (allestiva gli apparati per le feste) e veniva consultato come ingegnere militare.

Leonardo non smise mai di studiare e approfondire le sue conoscenze. Nel suo peregrinare da una corte all’altra (Milano, Venezia, Mantova, Firenze, Francia) e da una città all’altra (Urbino, Rimini, Cesena, Pesaro, Roma tra le altre) si dedicò di volta in volta agli studi scientifici nel campo della fisica e delle scienze naturali, della botanica e dell’anatomia; alla matematica, alla geometria, all’aritmetica e alla meccanica; alla zoologia e all’ottica. Studiò ponti, problemi di idraulica e fortificazioni. Si interessò di cartografia, rilievi e descrizione dei luoghi; di questioni militari e canalizzazioni (anche civili); di sistemi di chiuse e di navigazione fluviale, elaborando progetti utopistici per l’epoca, ma straordinariamente lucidi.

Ai primi del ‘500 risale il suo interesse per il volo degli uccelli, le leggi dell’aerodinamica e l’idraulica (scoprì il principio della portata costante o Legge di Leonardo).Il tutto senza mai abbandonare quella che lui chiamava «poesia muta», ovvero la pittura, creando capolavori universali: La Madonna del Fiore (1478); l’Adorazione dei Magi (1481); La Vergine delle Rocce (1483); il Cenacolo (1494-1498); la decorazione del castello sforzesco (fine ‘400); la Dama dell’Ermellino (stesso periodo); la Gioconda (primi del ‘500).

Se possibile, ancora più sbalorditive furono la produzione di idee e le invenzioni di macchine e dispositivi (tra i quali il paracadute e l’elicottero), veri capolavori di ingegnosità. Il genio di Leonardo è paragonabile solo all’ampiezza dei suoi interessi e alla vastità e sistematicità delle sue ricerche. Ancora più grande se si considera che Leonardo fu autodidatta: più che sullo studio accademico, basò la sua opera sull’esperienza. Il che lo rende senza dubbio un precursore della scienza moderna, basata sull’osservazione e sulla sperimentazione per trovare nuove e originali vie oltre il proprio tempo.


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