Invio candidatura perchè non rispondono

Le aziende italiane non rispondono alle candidature

Il tema del lavoro in Italia è molto sentito e sono tanti gli aspetti che nei forum e nei blog vengono analizzati e discussi dagli utenti che hanno inviato la propria candidatura per una o più offerte di lavoro. Fra i topic più caldi vi è senza dubbio quello relativo al comportamento delle aziende in relazione alle candidature ricevute.

Sono infatti tanti i candidati che lamentano una mancata risposta da parte dell’azienda a cui hanno inviato il cv e come spesso accade vengono fatti paragoni con le altre realtà europee, dove le aziende hanno l’abitudine di dare risposta ai candidati anche in caso di feedback negativo.

Se di primo acchito si potrebbe considerare la condotta delle aziende italiane sicuramente poco consona ad un mercato del lavoro moderno, bisogna però entrare nel merito della questione per capire come mai in Italia non vi sia la “cultura” della risposta ad ogni singola candidatura.

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Il problema di fondo è quello dei “CV spazzatura”

Andando ad analizzare i motivi per cui l’Italia si differenzia dalle altre realtà europee per quanto riguarda questo aspetto, va detto che le aziende italiane si trovano a ricevere un numero esorbitante di cosiddetti “CV spazzatura”.

 

Con questo termine non si vuole assolutamente affermare che si tratti di curriculum poco validi, ma semplicemente di candidature che non rispettano i parametri di ricerca dell’azienda stessa e che quindi sono un vero e proprio “spam delle candidature“.

 

Questo nel resto d’Europa e in particolare nei paesi scandinavi, non accade, perchè l’idea che viene inculcata fin dagli anni della scuola è che bisogna mandare una candidatura solo per posizioni lavorative in linea con quelle che sono le proprie competenze ed esperienze lavorative.

 

E non è un caso che negli altri paesi europei chi si occupa di selezione del personale ha modo di dare una risposta ad ogni singola candidatura: se il numero dei cv da analizzare non è esorbitante, si ha sicuramente modo di dare un feedback a tutti coloro che hanno inviato il proprio curriculum.

 

Lo “spam delle candidature” si può combattere?

 

La domanda che sorge spontanea è se lo “spam delle candidature“, ovvero l’abitudine consistente nell’inviare curriculum a pioggia sperando che qualche azienda possa ritenere valida la candidature, possa venire meno anche in Italia.

La risposta è senza dubbio affermativa, perchè leggendo i blog dedicati al lavoro si nota come ormai questo argomento sia uno dei più sentiti anche dalle aziende.

L’idea che si debbano inviare candidature soltanto per posizioni in linea con le proprie esperienze lavorative e le proprie competenze si sta lentamente facendo strada anche in Italia.

Se le aziende cominceranno a ricevere un numero di candidature meno esorbitante per una singola posizione lavorativa, vi sarà sicuramente la possibilità per chi fa selezione del personale di dare un feedback ad ogni singola candidatura.

 

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11/08/2018
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