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Hackers white hat da quali scuole escono?

Gli hackers  white hat o black hat sono persone che si cimentano in una sfida, dove l’obiettivo è superare i limiti imposti in modo creativo e originale. In che modo un hacker supera tali limiti? Innanzitutto facendo affidamento sulle proprie capacità di analisi informatica, cercando quei dettagli che non sono visibili a tutti, ed estendendone l’utilizzo ai programmi informatici. Dall’inglese “to hack” significa “tagliare”, ” aprirsi un varco“, cioè crearsi una strada alternativa tra le righe codificate e rigide di un codice informatico.

Da non confondere assolutamente con il termine “cracker”, che fa riferimento ai cosiddetti pirati informatici, cioè coloro che utilizzano le proprie competenze informatiche per violare un software o un sito e manomettere le informazioni e i dati in esso contenuti.

Come diventare hacker

Se in qualche misura ti sei identificato in questa descrizione e pensi che ti piacerebbe mettere le tue competenze a disposizione di aziende che necessitano di controlli sulla loro sicurezza informatica è il momento giusto per scegliere una scuola o dei corsi che possano incrementare le tue conoscenze in tale ambito.

A questo punto viene da chiedersi: gli hackers da quale scuola escono e ne esistono diverse tipologie? Sì, sono identificati come “hacker neri”, “hacker grigi” e “hacker bianchi“. Cosa significa? Gli hackers neri detti anche “black hat” sono informatici che agiscono danneggiando gli altri, sfruttando la vulnerabilità di un’azienda o di un cittadino per ottenerne ritorni in denaro o per destabilizzare gli equilibri finanziari di un’azienda, possono inoltre interrompere o bloccare un sito web, rubare dati personali e rivenderli a organizzazioni del crimine.

Gli hackers bianchi conosciuti come “white hat” vengono invece assunti dalle aziende per capire quali sono i loro punti deboli e vulnerabili a livello di sistema informatico, per proteggersi dagli attacchi di concorrenti sleali.

Infine l’hacker grigio o “grey hat” è una figura ambigua, non vuole volontariamente danneggiare nessuno, ma non si fa scrupoli a usare metodi anche illegali, allo scopo di mettere in evidenza alcune vulnerabilità e renderle pubbliche.

Scuole e hackers white hat

La scuola, che fornisce una formazione completa e professionale, organizza corsi atti a formare persone interessate all’etica del software libero e alla cyber security o sicurezza informatica. Il software libero si basa su alcune semplici e inderogabili regole, come per esempio la libertà di eseguire il programma come si vuole e a qualsiasi scopo, la libertà di modificarlo a seconda delle proprie necessità, la libertà di distribuire le informazioni ad altri per renderlo fruibile a tutti ed infine la libertà di migliorarlo e rendere pubblici i miglioramenti ottenuti. Quello che viene messo in primo piano è l’obiettivo dell’utente e non lo scopo dello sviluppatore.

La cyber security è una disciplina di fondamentale importanza per tutte quelle aziende e quei cittadini che vogliono difendersi dagli attacchi di hackers che intendono danneggiare il loro sistema informatico. Seguire corsi di formazione permette di avere un quadro più definito di chi sia realmente un hacker e di quali siano le regole da seguire durante un’azione di hacking, per cui è importante avere a disposizione tutte le nozioni necessarie per operare con professionalità.

Gli hackers che escono da una scuola hanno la consapevolezza di ciò che si accingono a fare, non lasciano nulla al caso, hanno il controllo su ogni loro azione e non incorrono in azioni che in qualche modo possano danneggiare la comunità.

Inoltre se pensi di avere la stoffa per essere un hacker, devi anche essere il tipo di persona che ama risolvere i problemi sempre e in ogni caso, a costo di spenderci ore, giorni o mesi. Un hacker non torna sui suoi passi ma va dritto all’obiettivo, condivide le informazioni ottenute con gli altri hackers, per favorire l’open source, ossia il codice “sorgente aperto”, in cui i detentori dei diritti d’autore rendono pubblico il codice sorgente, al fine di creare un meccanismo che permetta di collaborare e unire le forze.

I linguaggi di programmazione e l’anonimato in rete

Imparare ad essere un hacker richiede la frequentazione di corsi che insegnano ad impratichirsi con i linguaggi di programmazione, che permettono di creare programmi software; alcuni tra quelli più utilizzati dagli hackers sono: C++, Phyton, HTML e Javascript. Inoltre è fondamentale imparare come usare LINUX, la versione più utilizzata di UNIX, che si può definire come il sistema operativo di internet.

Altro insegnamento dal quale non ci si può sottrarre è imparare a non lasciare tracce, a mimetizzarsi nel web e diventare anonimi e invisibili in rete. Generalmente ognuno di noi, naviga su internet e viene identificato tramite l’indirizzo IP, di conseguenza viene tracciata la posizione. In tal modo, usando sempre lo stesso browser, lo stesso schermo e lo stesso font, su alcuni siti si crea un nostro profilo, dal quale le aziende attingono dati e di conseguenza agiscono in base alle nostre preferenze ed abitudini.

Un hacker evita tutto ciò e si muove in rete mantenendo l’anonimato, affidandosi a browser specifici come per esempio Tor, che rende invisibile l’indirizzo IP, in modo che non ci possano più collocare in un determinato luogo.

Insomma diventare un hacker è possibile, non è solo un mito, una figura leggendaria, ma un vero e proprio lavoro, una professione che prevede studio, creatività e impegno. La scuola può aiutarti a raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato: approfondire le tue conoscenze sulla programmazione e i suoi linguaggi, sulla cyber security e la sua importanza a livello lavorativo, sul web e sulla navigazione in sicurezza. Affidati a corsi specializzati, un punto di partenza potrebbe essere il nostro corso “Introduzione alla Programmazione” e non te ne pentirai, diventerai un hacker d’eccellenza.

10/04/2020

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