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Sicurezza sui Luoghi di Lavoro: Strumenti e Risorse Utili

La sicurezza sui luoghi di lavoro è un aspetto cruciale per garantire l’incolumità dei lavoratori e promuovere un ambiente di lavoro sano e protetto. Nel contesto aziendale, ogni datore di lavoro ha l’obbligo di valutare attentamente i rischi presenti e implementare misure di prevenzione e protezione adeguate, come la fornitura di dispositivi di protezione individuale (DPI) e la designazione di figure chiave come il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e il medico competente.

Questo articolo esplorerà approfonditamente la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, evidenziando gli obblighi del datore di lavoro, l’importanza della valutazione dei rischi tramite il documento di valutazione dei rischi (DVR), le procedure di evacuazione, primo soccorso e antincendio, nonché la formazione e l’informazione dei lavoratori su temi come la movimentazione manuale dei carichi e la prevenzione di malattie professionali.

 

Normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Il D.Lgs. 81/2008

Il D.Lgs. 81/2008, noto anche come “Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro”, è il principale riferimento legislativo in Italia per quanto riguarda la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Questo decreto recepisce numerose direttive europee emanate nel tempo con l’obiettivo di uniformare la legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro a livello continentale.

Sebbene comunemente chiamato “Testo Unico Sicurezza sul Lavoro” o “Testo Unico sulla Sicurezza”, il D.Lgs. 81/2008 non è tecnicamente un vero testo unico poiché non racchiude in sé tutte le leggi che normano la sicurezza sul lavoro. Tuttavia, esso costituisce indubbiamente il principale riferimento legislativo in questo ambito.

Nel 2008, il D.Lgs. 81/08 non solo ha sostituito il precedente D.Lgs. 626/94, ma ha anche accorpato tra i suoi oltre 300 articoli e 51 allegati diverse leggi che si erano susseguite nel tempo, a partire dal dopoguerra, tra cui i “D.P.R. 547/55” e il “D.P.R. 164/56”.

Evoluzione storica della normativa

La prima legge in materia di sicurezza sul lavoro risale alla fine del XIX secolo. Successivamente, si è dovuto attendere la seconda metà degli anni ’50 per avere una prima legge organica sulla sicurezza sul lavoro, attraverso una serie di decreti presidenziali. Dopodiché è seguito un periodo di silenzio, interrotto solo all’inizio degli anni ’70 dallo Statuto dei Lavoratori, il cui articolo 9 prevede che i lavoratori “controllino l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali”.

Il diritto comunitario ha contribuito in modo significativo alla produzione legislativa in questo ambito, portando al D.Lgs. 626/1994, che ha preceduto il D.Lgs. 81/2008 e ha introdotto il modello della sicurezza di tipo partecipativo.

 

Ruoli e responsabilità aziendali

Datore di lavoro

Secondo la definizione del D.Lgs. 81/08, il datore di lavoro è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che ha la responsabilità dell’organizzazione aziendale o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni, il datore di lavoro è il dirigente al quale spettano i poteri di gestione o il funzionario che, pur non avendo qualifica dirigenziale, ha autonomia gestionale dell’apparato che dirige.

Gli obblighi del datore di lavoro sono suddivisi in due categorie:

  • Obblighi non delegabili:
    • Valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
    • Designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
  • Obblighi delegabili:
    • Nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria
    • Designare i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, evacuazione, salvataggio, primo soccorso e gestione delle emergenze
    • Nell’affidare i compiti, tenere conto delle capacità e delle condizioni dei lavoratori in rapporto alla loro salute e sicurezza
    • Fornire ai lavoratori i necessari dispositivi di protezione individuale (DPI)
    • Adottare misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza
    • Adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori
    • Elaborare il DVR e consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
    • Comunicare all’INAIL e all’IPSEMA i dati relativi agli infortuni sul lavoro
    • Convocare la riunione periodica nelle unità produttive con più di 15 lavoratori

La delega di funzioni da parte del datore di lavoro è ammessa a condizione che sia un atto scritto recante data certa, che il delegato possegga i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti, che gli siano attribuiti tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo necessari, nonché l’autonomia di spesa necessaria. La delega deve essere accettata dal delegato per iscritto.

Dirigenti

Il dirigente, secondo il D.Lgs. 81/08, è la persona che, in ragione delle competenze professionali e dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa.

Gli obblighi del dirigente coincidono con quelli del datore di lavoro nei limiti delle attribuzioni e competenze a lui conferite. La sua responsabilità sulla corretta attuazione delle norme di sicurezza è correlata a quanto specificato nella lettera di nomina e al ruolo effettivamente ricoperto all’interno dell’azienda.

Tra i principali compiti del dirigente rientrano:

  • Nominare il medico competente per effettuare la sorveglianza sanitaria
  • Individuare e nominare gli addetti alle emergenze (antincendio e primo soccorso)
  • Individuare e nominare i preposti
  • Fornire i DPI ai lavoratori e assicurarsi che vengano utilizzati
  • Richiedere ai lavoratori di osservare le norme vigenti e le disposizioni aziendali in materia di sicurezza
  • Adottare misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza
  • Informare i lavoratori esposti al rischio di pericolo grave e immediato
  • Adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento
  • Predisporre il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI)
  • Convocare la riunione periodica della sicurezza nelle realtà lavorative con più di 15 lavoratori

Preposti

Il preposto è la persona che sovrintende all’attività lavorativa e ne controlla la corretta esecuzione da parte dei lavoratori, garantendo l’attuazione delle direttive ricevute ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.

Gli obblighi del preposto, definiti dall’art. 19 del D.Lgs. 81/08, includono:

  • Sovrintendere e vigilare sull’osservanza delle norme di sicurezza da parte dei lavoratori
  • Verificare che solo i lavoratori adeguatamente istruiti accedano alle zone a rischio grave e specifico
  • Richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza
  • Informare tempestivamente i lavoratori esposti a pericolo grave e immediato
  • Astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere l’attività in presenza di pericolo grave e immediato
  • Segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei DPI
  • Frequentare appositi corsi di formazione

Il preposto di fatto, anche senza incarico ufficiale, è considerato tale dalla giurisprudenza se svolge le funzioni tipiche del preposto ed è riconosciuto dai lavoratori come tale.

Lavoratori

I lavoratori non sono solo soggetti passivi, ma attori capaci di influenzare il sistema di organizzazione della sicurezza. La loro collaborazione attiva è essenziale per garantire un ambiente di lavoro sicuro per tutti i dipendenti.

I lavoratori hanno la responsabilità di:

  • Rispettare le regole e le procedure di sicurezza
  • Utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale (DPI) forniti
  • Segnalare eventuali situazioni di pericolo o carenze nei mezzi di protezione
  • Partecipare attivamente alle iniziative di formazione e addestramento sulla sicurezza

La collaborazione dei lavoratori non esonera il datore di lavoro dalla sua responsabilità, ma ne integra l’azione in un’interazione sinergica volta a creare un ambiente di lavoro sicuro e salutare per tutti.

 

Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)

Definizione e importanza

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è un documento fondamentale che il datore di lavoro deve redigere ai sensi del D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. Il suo scopo principale è quello di identificare e valutare tutti i rischi presenti nel luogo di lavoro ai quali sono esposti i lavoratori, al fine di adottare le misure di prevenzione e protezione necessarie per garantire la loro sicurezza e salute.

Il DVR rappresenta il pilastro su cui si basa la gestione della salute e della sicurezza in azienda. Attraverso questo documento, il datore di lavoro analizza in modo sistematico tutti gli aspetti del lavoro, individuando le potenziali cause di infortuni o danni, valutando la possibilità di eliminare i rischi e definendo le misure di prevenzione o protezione da adottare per tenerli sotto controllo.

Processo di valutazione dei rischi

Per redigere un efficace Documento di Valutazione dei Rischi, è necessario seguire un processo strutturato che prevede diversi passaggi fondamentali:

  • Individuazione e registrazione dei pericoli: Il primo passo consiste nell’identificare e registrare tutti i potenziali pericoli presenti nei luoghi di lavoro e nelle attività svolte dall’azienda.
  • Valutazione dei pericoli per determinare il livello di rischio: Una volta individuati i pericoli, è necessario valutarli per determinare il livello di rischio associato. Questo dipende da fattori come la probabilità che il pericolo si verifichi, la gravità delle conseguenze, la frequenza e la durata dell’esposizione, e il numero di persone esposte.
  • Individuazione delle misure di prevenzione e protezione: Sulla base dei rischi identificati, occorre definire le misure di prevenzione e protezione da adottare per minimizzarli o eliminarli del tutto. Queste misure devono seguire i principi generali della prevenzione, come l’eliminazione delle fonti di pericolo, la sostituzione con alternative più sicure, la riduzione dei rischi alla fonte, l’isolamento delle fonti di pericolo e, infine, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI).
  • Attuazione delle misure: Le misure di prevenzione e protezione individuate devono essere attuate nell’ambito dell’organizzazione aziendale, assegnando ruoli e responsabilità specifiche a soggetti competenti.
  • Monitoraggio e revisione: Il processo di valutazione dei rischi non si esaurisce con l’attuazione delle misure, ma prevede un monitoraggio costante e una revisione periodica del DVR. Questo è necessario per tenere conto di eventuali cambiamenti nelle condizioni di lavoro, infortuni significativi o segnalazioni degli organi di sorveglianza sanitaria.

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) non ha una scadenza fissa, ma deve essere aggiornato ogni volta che si verificano modifiche rilevanti nel processo produttivo, nell’organizzazione del lavoro o in caso di infortuni significativi che evidenzino la presenza di nuovi rischi.

 

Misure di prevenzione e protezione

Prevenzione incendi

Per garantire un’efficace prevenzione degli incendi sui luoghi di lavoro, è fondamentale adottare una serie di misure specifiche. Il Testo Unico per la Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) disciplina questo aspetto, inserendo esplicitamente il Decreto Ministeriale 10 marzo 1998, che definisce i “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”.

antincedio uso idrante
antincedio uso idrante

Secondo l’articolo 15, comma u), il datore di lavoro ha l’obbligo di predisporre misure generali di tutela nella lotta antincendio. Inoltre, l’articolo 17b prevede la nomina obbligatoria degli addetti alle squadre di emergenza, inclusa quella preposta alla lotta antincendio. Questo obbligo vige anche per le aziende con meno di cinque lavoratori, dove il datore di lavoro può ricoprire questo ruolo, come chiarito da un interpello del 15/11/2012.

L’articolo 37 definisce gli obblighi in materia di formazione e addestramento per gli addetti alla gestione di questo tipo di emergenza, riconducibili al datore di lavoro.

Gli articoli 43 e 46 entrano nel vivo della prevenzione incendi, illustrando le disposizioni generali e la gestione delle emergenze. L’articolo 46 fa esplicito riferimento al DM 10/03/1998, sancendo l’obbligo di adottare adeguate misure per prevenire gli incendi e tutelare l’incolumità dei lavoratori.

Infine, l’allegato XXV definisce le caratteristiche che i cartelli segnaletici devono possedere per essere conformi alla normativa, mentre l’allegato XXVII specifica le prescrizioni relative alla segnaletica destinata a identificare i presidi antincendio.

Prevenzione dei rischi chimici e biologici

Per prevenire i rischi chimici e biologici sui luoghi di lavoro, è necessario adottare misure specifiche in linea con le disposizioni del D.Lgs. 81/2008.

Per quanto riguarda il rischio biologico, l’articolo 268 classifica gli agenti biologici in quattro gruppi in base al rischio di infezione. Ai sensi dell’articolo 271, il datore di lavoro, nella valutazione dei rischi, deve tenere conto di diverse informazioni, tra cui:

  • La classificazione degli agenti biologici che presentano o possono presentare un pericolo per la salute umana.
  • Le informazioni sulle malattie che possono essere contratte.
  • I potenziali effetti allergici e tossici.
  • La conoscenza di eventuali patologie dei lavoratori correlate all’attività lavorativa.
  • Le eventuali situazioni rese note dall’autorità sanitaria competente.
  • Il sinergismo dei diversi gruppi di agenti biologici utilizzati.

In caso di esposizione dei lavoratori al rischio biologico, il datore di lavoro è obbligato a fornire loro informazioni e istruzioni riguardanti:

  • I rischi per la salute dovuti agli agenti biologici utilizzati.
  • Le precauzioni da prendere per evitare l’esposizione.
  • Le misure igieniche da osservare.
  • La funzione degli indumenti di lavoro, dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e il loro corretto impiego.
  • Le procedure da seguire per la manipolazione di agenti biologici del gruppo 4.
  • Il modo di prevenire il verificarsi di infortuni e le misure da adottare per ridurne al minimo le conseguenze.

Queste misure mirano a garantire la sicurezza dei lavoratori e a prevenire l’esposizione a rischi chimici e biologici potenzialmente dannosi per la salute.

 

Formazione e informazione dei lavoratori

Obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire ai lavoratori un’adeguata formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Questo obbligo è sancito dall’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008, che stabilisce che il datore di lavoro deve assicurare che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di:

  • Concetti di rischio, pericolo, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza.
  • Rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

Il datore di lavoro deve inoltre garantire che la formazione sia periodicamente aggiornata in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi. L’obbligo formativo si estende anche ai dirigenti, ai preposti e ai soggetti che ricoprono ruoli specifici in materia di prevenzione e protezione, come il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e gli addetti alle emergenze.

Tipologie di formazione

La formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza sul lavoro si articola in diverse tipologie:

  • Formazione generale (4 ore): Questa formazione è obbligatoria per tutti i lavoratori, indipendentemente dal settore di appartenenza dell’azienda. Ha l’obiettivo di fornire conoscenze generali su concetti di rischio, pericolo, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo e assistenza.
  • Formazione specifica: Oltre alla formazione generale, i lavoratori devono ricevere una formazione specifica sulla base del settore di appartenenza dell’azienda e dei rischi presenti nel luogo di lavoro. La durata di questa formazione varia a seconda del livello di rischio:
  • Durata
    • Rischio basso: 8 ore
    • Rischio medio: 12 ore
    • Rischio alto: 16 ore
  • Formazione per figure specifiche: Alcune figure aziendali, come il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), gli addetti alle emergenze (antincendio e primo soccorso), i carrellisti e i preposti, devono ricevere una formazione specifica in relazione ai loro ruoli e responsabilità.
  • Formazione per lavoratori particolari: Esistono inoltre specifiche esigenze formative per lavoratori particolari, come i lavoratori stagionali, i lavoratori a tempo determinato, i lavoratori in somministrazione e i lavoratori autonomi.
  • Aggiornamento della formazione: La formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve essere periodicamente aggiornata, con cadenza quinquennale, per garantire che i lavoratori siano sempre informati sulle eventuali evoluzioni dei rischi e sulle nuove misure di prevenzione e protezione adottate.

La formazione può essere erogata in diverse modalità, come corsi in aula, e-learning o modalità blended (combinazione di aula ed e-learning). Indipendentemente dalla modalità scelta, il datore di lavoro è tenuto a documentare l’avvenuta formazione dei lavoratori e a conservare la relativa documentazione.

 

Dispositivi di protezione individuale (DPI)

I dispositivi di protezione individuale (DPI) sono attrezzature destinate ad essere indossate e tenute dai lavoratori allo scopo di proteggerli contro uno o più rischi che potrebbero minacciare la loro sicurezza o salute durante lo svolgimento delle attività lavorative. L’utilizzo dei DPI è previsto quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva o da una riorganizzazione del lavoro.

Tipologie di DPI

I DPI vengono classificati in base alla parte del corpo che proteggono e al grado di rischio a cui sono esposti i lavoratori. Secondo l’allegato VIII del D.Lgs. 81/08, i DPI si suddividono in:

  • DPI per la testa (elmetti, caschi protettivi)
  • DPI per l’udito (cuffie, inserti auricolari)
  • DPI per occhi e viso (occhiali, visiere, schermi adattivi)
  • DPI per le vie respiratorie (dispositivi filtranti, facciali filtranti, dispositivi isolanti)
  • DPI per mani e braccia (guanti)
  • DPI per piedi e gambe (scarpe antinfortunistiche)
  • DPI per la pelle (indumenti di protezione)
  • DPI per tronco e addome (giubbotti ad alta visibilità)
  • DPI per l’intero corpo (indumenti di protezione)
  • DPI per protezione dalle cadute dall’alto (sistemi di arresto caduta, imbracature)

Inoltre, i DPI sono suddivisi in tre categorie a seconda dell’entità del rischio a cui proteggono:

  • Categoria I: DPI che proteggono da rischi minimi come lesioni meccaniche superficiali, contatto con prodotti per la pulizia lievi, calore fino a 50°C, fenomeni atmosferici non estremi, urti e vibrazioni lievi.
  • Categoria II: DPI che proteggono da rischi di livello moderato, non rientranti nelle categorie I e III.
  • Categoria III: DPI che proteggono da rischi gravi che possono causare conseguenze molto gravi o danni irreversibili alla salute, come sostanze pericolose, atmosfere carenti di ossigeno, agenti biologici nocivi, radiazioni ionizzanti, temperature estreme, cadute dall’alto, scosse elettriche, annegamento, ferite da proiettile o coltello, rumori particolarmente nocivi.

Utilizzo corretto dei DPI

Per garantire un’efficace protezione, è fondamentale utilizzare correttamente i DPI. Il datore di lavoro ha l’obbligo di:

  • Scegliere i DPI adeguati ai rischi presenti, in base alla valutazione dei rischi e alle norme tecniche applicabili.
  • Fornire ai lavoratori i DPI conformi ai requisiti previsti.
  • Destinare ogni DPI ad uso personale e fornire istruzioni comprensibili.
  • Provvedere alla manutenzione, riparazione e sostituzione dei DPI quando necessario.
  • Comunicare ai lavoratori i rischi dai quali il DPI li protegge.
  • Formare ed addestrare i lavoratori sull’utilizzo dei DPI, obbligatorio per i DPI di categoria III.

I lavoratori, dal canto loro, hanno l’obbligo di:

  • Sottoporsi al programma di formazione e addestramento sull’uso dei DPI.
  • Utilizzare correttamente i DPI quando richiesto.
  • Avere cura dei DPI e non apportare modifiche autonome.
  • Segnalare eventuali difetti, malfunzionamenti o inconvenienti.
  • Seguire le procedure aziendali per la riconsegna dei DPI dopo l’utilizzo.

Un utilizzo corretto dei DPI, insieme ad altre misure di prevenzione e protezione, contribuisce a garantire un ambiente di lavoro sicuro e a tutelare la salute dei lavoratori.

 

Sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria è un insieme di accertamenti medici svolti dal Medico Competente con l’obiettivo di tutelare lo stato di salute e la sicurezza dei lavoratori. Essa tiene conto dei fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro, delle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa e delle condizioni di salute dei lavoratori stessi.

Ruolo del Medico Competente

Il Medico Competente è una figura cruciale nella gestione della sorveglianza sanitaria. Secondo il D.Lgs. 81/08, il Medico Competente è un medico in possesso di specifici titoli e requisiti formativi, nominato dal datore di lavoro per collaborare nella valutazione dei rischi e svolgere la sorveglianza sanitaria, oltre ad altri compiti previsti dalla normativa.

Per ricoprire il ruolo di Medico Competente, il medico deve possedere uno dei seguenti titoli:

  • Specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica
  • Docenza in medicina del lavoro, medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica, tossicologia industriale, igiene industriale, fisiologia e igiene del lavoro o clinica del lavoro
  • Autorizzazione di cui all’articolo 55 del D.Lgs. 277/91
  • Specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale
  • Per i sanitari delle Forze Armate, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, svolgimento di attività di medico nel settore del lavoro per almeno quattro anni

Procedure di sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria comprende diverse procedure mediche, tra cui:

  • Visita medica preventiva: Effettuata prima dell’assunzione per verificare l’assenza di controindicazioni al lavoro a cui il lavoratore sarà destinato.
  • Visita medica periodica: Controlli periodici per monitorare lo stato di salute dei lavoratori esposti a rischi specifici.
  • Visita medica in caso di cambio di mansione: Quando il lavoratore cambia mansione e viene esposto a rischi diversi.
  • Visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro: Nei casi previsti dalla normativa vigente, come l’esposizione a rischi chimici.
  • Visita medica prima della ripresa del lavoro: Dopo un’assenza per motivi di salute superiore a 60 giorni continuativi, solo per i lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria periodica.
  • Visita medica su richiesta del lavoratore: Qualora il Medico Competente la ritenga correlata ai rischi professionali o alle condizioni di salute del lavoratore.

Sulla base di questi accertamenti, il Medico Competente esprime un giudizio di idoneità alla mansione specifica, che può essere:

  • Idoneità
  • Idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni
  • Inidoneità temporanea
  • Inidoneità permanente

Il lavoratore è obbligato a sottoporsi agli accertamenti previsti se, in base al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), risulta esposto a fattori di rischio per i quali la normativa impone la sorveglianza sanitaria. Allo stesso modo, il datore di lavoro è obbligato a far sottoporre i lavoratori a visita medica.

 

Gestione delle emergenze

Nella gestione delle emergenze, è fondamentale che tutti i lavoratori siano preparati ad affrontare situazioni potenzialmente pericolose in modo tempestivo ed efficace. Il D.Lgs. 81/2008 prevede specifiche misure di prevenzione e protezione che il datore di lavoro deve adottare per garantire la sicurezza dei lavoratori in caso di emergenza.

Procedure di emergenza

  • Designazione degli addetti alle emergenze: Il datore di lavoro ha l’obbligo di designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, salvataggio e primo soccorso. Questi addetti devono ricevere un’adeguata formazione e addestramento.
  • Formazione e informazione dei lavoratori: Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle procedure da seguire in caso di emergenza. Devono conoscere i comportamenti corretti da adottare, i percorsi di esodo, i punti di raccolta e le figure di riferimento da contattare.
  • Segnaletica di emergenza: Nei luoghi di lavoro deve essere presente una chiara segnaletica di emergenza, che indichi le vie di fuga, le uscite di emergenza, i presidi antincendio e i punti di raccolta. La segnaletica deve essere conforme alle norme vigenti e ben visibile.
  • Chiamata di soccorso: Il piano di emergenza deve contenere le procedure per effettuare la chiamata di soccorso agli enti preposti (Vigili del Fuoco, Pronto Soccorso, Protezione Civile, ecc.), fornendo tutte le informazioni necessarie per un intervento tempestivo ed efficace.
  • Assistenza a persone con esigenze speciali: Il piano di emergenza deve prevedere misure specifiche per assistere le persone con disabilità o esigenze particolari durante l’evacuazione e il soccorso.

Piani di evacuazione

  • Redazione del piano di evacuazione: Il datore di lavoro è tenuto a redigere un piano di evacuazione per tutti i luoghi di lavoro in cui sono presenti almeno 10 lavoratori o aperti al pubblico con più di 50 persone contemporaneamente. Il piano deve essere basato su istruzioni scritte chiare e dettagliate.
  • Contenuti del piano di evacuazione: Il piano di evacuazione deve includere:
  • Procedure:
    • Le caratteristiche dei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alle vie di esodo
    • Il sistema di rivelazione e allarme incendio
    • Il numero di persone presenti e la loro ubicazione
    • I lavoratori esposti a rischi particolari
    • Il numero di addetti all’attuazione e al controllo del piano
    • Il livello di informazione e formazione fornito ai lavoratori
    • Le specifiche misure per le aree ad elevato rischio di incendio
    • Le procedure per la chiamata dei Vigili del Fuoco e l’assistenza durante l’intervento
  • Prove di evacuazione: Nei luoghi di lavoro dove vige l’obbligo di redazione del piano di evacuazione, devono essere effettuate almeno una volta l’anno delle esercitazioni pratiche per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento.
  • Planimetrie di emergenza: Il piano di evacuazione deve prevedere l’affissione di planimetrie di emergenza in punti strategici e facilmente visibili. Queste planimetrie devono indicare le vie di esodo, l’ubicazione delle attrezzature antincendio, degli allarmi, degli interruttori generali e delle valvole di intercettazione.

Una corretta gestione delle emergenze, attraverso procedure ben definite e un’adeguata formazione dei lavoratori, contribuisce a prevenire o limitare i pericoli per le persone e a coordinare gli interventi in modo efficace, salvaguardando la sicurezza di tutti.

 

Conclusione

La sicurezza sui luoghi di lavoro è un aspetto cruciale che richiede un approccio sistematico e un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti. Il D.Lgs. 81/2008 fornisce un quadro normativo completo per la gestione della salute e della sicurezza sul lavoro, definendo ruoli, responsabilità e procedure da seguire. Tuttavia, il successo di queste misure dipende dalla collaborazione attiva dei lavoratori e dalla consapevolezza dell’importanza di un ambiente di lavoro sano e protetto.

La formazione continua, la valutazione dei rischi, l’adozione di misure di prevenzione e protezione adeguate, la sorveglianza sanitaria e una solida cultura della sicurezza sono elementi fondamentali per garantire il benessere dei lavoratori e l’efficienza delle operazioni aziendali. Solo attraverso un impegno congiunto possiamo creare e mantenere ambienti di lavoro sicuri e sostenibili, promuovendo al contempo la crescita e la competitività delle imprese.

 

FAQs

Qual è lo strumento principale per la gestione della sicurezza in un’azienda?Il Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL) è un meccanismo volontario adottato dalle aziende per organizzare efficacemente gli interventi relativi agli obblighi di prevenzione e protezione dei lavoratori.

Quali sono le principali normative che regolano la salute e la sicurezza sul lavoro?La normativa principale in materia di sicurezza sul lavoro è il Decreto Legislativo 81/2008, che stabilisce le misure generali di tutela della sicurezza aziendale, integrate poi da ulteriori misure specifiche per determinati rischi o settori.

Quali documenti sono essenziali per comprendere la sicurezza nei luoghi di lavoro?Il Testo Unico sulla Sicurezza, noto come Decreto Legislativo 81/08, è un documento essenziale redatto dal governo, in particolare dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che regola la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Qual è un elemento cruciale per garantire la sicurezza sul lavoro?Un elemento cruciale è la creazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che è un report che identifica tutti i potenziali rischi presenti in un’azienda, rappresentando la base per la sicurezza sul lavoro.

Articolo scritto da:

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Rosalba Fiore

Rosalba Fiore imprenditrice eduthech, consulente, formatrice, autrice, da oltre vent’anni mette la sua esperienza a completa disposizione dei suoi clienti impegnati in diversi settori produttivi. Ha conseguito due lauree, una in Matematica indirizzo informatico ed una in Ingegneria Industriale indirizzo Gestionale, ha conseguito numerose certificazioni internazionali tecniche, linguistiche, trasversali e didattiche, presso l’Università americana Harvard Business School Online ha seguito corsi specialistici in economia e marketing e innovazione. La dott.ssa Fiore è all’albo dei periti estimativo per la Camera di Commercio per la valutazione dei piani formativi del personale e CTU del Tribunale. E’ stata consulente e formatrice per Alitalia, Poste Italiane, Autostrade per l’Italia, Università Normale Superiore ISUFI etc.

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