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Consulente del lavoro dalla laurea all’iscrizione all’albo

Il consulente del lavoro è una delle professioni che potrebbero essere di proprio interesse in quanto questa rappresenta un’occupazione stabile.
Ecco tutto quello che occorre conoscere in merito alla professione e come diventare tali senza commettere errori.

Il percorso di studi che bisogna seguire

Per divenire un consulente del lavoro qualificato e pronto a essere operativo occorre, per prima cosa, conseguire un titolo di studio che permetta al corsista di accedere alla prova di Stato che attesti le sue competenze.
Esistono diverse tipologie di percorso formativi che possono essere seguiti e che consentono a un corsista di ambire a tale professione e tra di essi spiccano la laurea triennale in materie magistrali.
In questo caso si tratta dei percorsi formativi in scienze politiche oppure in quelle economiche, che affrontano degli argomenti grazie ai quali il candidato può accedere alla prova di Stato.
In alternativa a questi argomenti è possibile scegliere una laurea in giurisprudenza.

Consulente del lavoro l’alternativa al classico percorso di studi

Il percorso di studi alternativo al quale è possibile accedere è quello rappresentato dalle università telematiche.
In questo caso occorre sottolineare come tale istituto, oltre a essere sicuro e quindi a offrire l’occasione di ottenere il titolo di studio in questione, deve offrire l’opportunità di conseguire un ulteriore obiettivo, ovvero rendere il percorso di studi meno complesso del previsto.
Le università telematiche, ovvero quelle che propongono dei percorsi formativi smart che possono essere facilmente seguiti anche da casa, devono fare in modo che ogni iscritto possa seguire un percorso chiaro e strutturato in maniera tale che il titolo di studio possa essere conseguito senza difficoltà.
Inoltre la possibilità di recuperare le varie lezioni permette allo studente di non mettere in secondo piano delle attività la cui priorità e massima, come quella lavorativa.
Perciò la scelta dei vari percorsi formativi deve essere svolta in maniera ben precisa e occorre necessariamente prestare la massima attenzione a tutti questi particolari in fase di scelta, proprio per evitare delle potenziali situazioni negative che hanno un impatto devastante sul percorso che si vuole intraprendere.

Il percorso di formazione prima dell’esame di Stato

Il consulente del lavoro riconosciuto a livello nazionale non è solamente quello che ha conseguito il titolo di studio in tematiche economiche ma, al contrario, deve anche affrontare un ulteriore percorso formativo.
In questo caso si parla del praticantato, il quale deve essere effettuato presso un professionista regolarmente iscritto all’albo.
Il periodo di formazione pratica deve avere una durata di almeno diciotto mesi e documentato.
In questo modo è possibile evitare complicanze e soprattutto delle sorprese tutt’altro che piacevoli una volta che ci si accinge a sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione.

L’esame di Stato per diventare consulente del lavoro

L’esame di Stato che permette ai futuri consulenti del lavoro di essere riconosciuti come tali è caratterizzato da tre prove, di cui le prime due sono scritte.
Queste riguardano la stesura di un tema di diritto del lavoro e legislazione sociale ed una prova teorico-pratica di diritto tributario.
Entrambe vengono adeguatamente valutate dalla commissione che viene scelta dallo Stato e solamente raggiungendo un determinato punteggio si passa alla prova successiva, ovvero quella orale.
La suddetta consiste nel superamento di un colloquio e interrogazione che hanno, come tematiche, tutte quelle affrontate durante il percorso formativo di studi e quelle che sono state apprese durante il percorso di formazione presso il professionista.
Solamente superando anche questo colloquio è possibile essere riconosciuti come consulenti del lavoro a tutti gli effetti e procedere con l’iscrizione presso l’apposito albo, i cui costi possono essere variabili a seconda della situazione del nostro Paese.
Pertanto questi sono tutti i vari passaggi che devono essere compiuti in maniera tale che si possa iniziare la propria attività come consulente del lavoro, sia come professionista che opera singolarmente che qualora si trovi un impiego presso una società che offre questo genere di servizio.

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