commessa digitale

Addetto alle vendite: 4.0 è meglio

Inutile nasconderselo: l’e-commerce sta radicalmente modificando il settore del commercio, che si tratti della grande distribuzione o del piccolo negozio di quartiere. Nella misura in cui cambiano i comportamenti di acquisto dei consumatori per effetto delle nuove tecnologie digitali, anche l’organizzazione del lavoro e le figure professionali (compresa quella dell’addetto alle vendite) si stanno trasformando di conseguenza.

 

Prima della pandemia, per esempio, l’e-commerce nel settore del food in Italia rappresentava il 2% e si stimava un 6% entro cinque anni. Ci siamo arrivati a fine 2020: cinque anni in uno. Anche i pagamenti elettronici hanno fatto un balzo: ben 11 punti in più in soli otto mesi.

 

Sempre come conseguenza della spinta determinata dal Covid, nuovo sprint ha ricevuto il modello click&collect, una sorta di via di mezzo che permette al consumatore di acquistare online e ritirare in negozio e che si sta diffondendo anche tra i piccoli esercizi. Secondo recenti stime, nel 2020 i negozi che offrono questo servizio sono raddoppiati, mentre Salesforce (uno tra i più importanti sistemi cloud di Customer Relationship Management) ha calcolato che chi ha scelto questa opzione ha aumentato le vendite online in media del 49% su base annua (+57% fatturato) contro il 28% di chi non l’ha fatto (Fonte Sole24Ore).

 

 

E-commerce e digitale cambiano il ruolo dell’addetto alle vendite

 

Tutto questo potrebbe non avere ripercussioni sul mercato del lavoro nel settore del commercio?

 

Se il negozio fisico deve fare i conti con l’e-commerce e il digitale, adeguandosi a precisi standard tecnologici, è inevitabile che anche mansioni e competenze del personale debbano essere aggiornate.

 

In cima alla lista delle richieste da parte delle aziende del settore ci sono quelle professioni che hanno a che fare con l’analisi dei dati. Una delle conseguenze dell’integrazione digitale, infatti, è la presenza di una grande massa di dati. Sono informazioni cruciali che se adoperate bene possono fare la differenza in termini di vendite e quindi di fatturato.

 

 

Il commesso 4.0

 

Tra le figure maggiormente ricercate ci sono dunque quelle del data analyst, del programmatore e sviluppatore, dell’esperto di reti e tecnologie cloud, del cyber security manager, dell’esperto di automazione e robotica. E questo vale non solo per i colossi del commercio (che possono permettersi investimenti e assunzioni), ma anche per i piccoli negozi di vicinato.

 

Per esempio, il co-retail è un modello che permette ai commercianti (magari di una stessa via) di unire le forze e affidarsi ad un unico professionista che gli permetta di implementare le strategie necessarie per aprirsi al commercio elettronico.

 

E la figura del commesso? Non è immune dalla trasformazione, tanto che qualcuno già parla di commesso 4.0.

 

In un negozio fisico, le mansioni sono sempre le stesse: dalla sistemazione del punto vendita all’assistenza al cliente; dall’allestimento delle vetrine alla gestione della cassa e dei pagamenti; dall’inventario al rifornimento dei prodotti.

 

Il suo resta un ruolo chiave, che si basa non solo su una comunicazione efficace, sulla motivazione e sulla conoscenza del brand o dei prodotti venduti. Si basa anche sulla conoscenza delle tecniche di vendita, di promozione e delle strategie di marketing, quelle che vengono insegnate nei corsi per addetto alle vendite.

 

Queste competenze, insieme alla conoscenza di una lingua straniera (almeno l’inglese), costituiscono la base della professione. Ma chi voglia intraprendere questo mestiere per arrivare a ruoli più ambiti, per esempio nelle boutique dei marchi del lusso o in un’azienda della grande distribuzione, non dovrà soltanto essere capace di sistemare i prodotti sugli scaffali o gestire le scorte del magazzino.

 

Dovrà avere anche un po’ di competenze digitali per essere in grado di interagire con le piattaforme di e-commerce; di muoversi con disinvoltura nel modello del click&collect; di comprendere le esigenze di un consumatore molto più preparato e consapevole.

 

Dato che appena il 15% dei negozi italiani ha un sito internet ottimizzato per motori di ricerca; che solo il 15% investe sui social media per promuovere i prodotti e comunicare con i clienti; e che solo il 14% vende online sul proprio sito (dati Confcommercio), si capisce come possedere abilità digitali possa costituire un valore aggiunto e rendere ancora più appetibile la propria candidatura ad un eventuale annuncio di lavoro.


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