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Come laurearsi lavorando: diritto allo studio, agevolazioni, 150 ore, esami.

Laurearsi prima o dopo aver trovato un lavoro ? Tipicamente italiana è l’idea che prima studia e poi si lavora, certo farlo richiede impegno. Ma non è possibile fare queste due cose contemporaneamente? Il tuo istituto (università, scuola, ecc.) può concederti lo status di studente stipendiato e che determinate condizioni. Potrai usufruire di particolari vantaggi e flessibilità per conciliare i tuoi studi e il tuo lavoro. Si può così essere esonerati dalla frequenza ai corsi obbligatori (lavori pratici e tutorial), avere priorità sugli orari (lavori di recupero nelle classi serali o il sabato), beneficiare della flessibilità per le modalità di monitoraggio continuo ed esami. Oltre le leggi della giurisprudenza italiana ogni università o scuola ha la sua politica in materia. Vediamo in questa guida tutto quello che è necessario sapere in materia utile per gli studenti lavoratori.

 

Cosa significa studente lavoratore?

 

E’ uno studente che contemporaneamente produce un reddito da lavoro dipendente o da lavoro autonomo.

Per studente lavoratore si intende chi svolga:

 

  • lavoro retribuito per privati, società cooperative, enti pubblici;
  • contratto co.co.co o co.co.pro;
  • lavoro autonomo con partita IVA;
  • titolare d’impresa di tipo commerciale, o artigianale o agricola;
  • svolgere il servizio civile.

 

Se si rientra o meno però nella definizione occorre verificare il regolamento d’ateneo al quale sei iscritto infatti ad esempio potresti rientrare in tale definizione un’attività lavorativa di almeno 40 ore mensili per almeno 3 mesi, anche non continuativi o altri requisiti più o meno stringenti.

 

Quali sono i diritti di un lavoratore studente?

 

Generalmente le università prevedono per questa tipologia di studente alcune agevolazioni come ad esempio deve essere garantito un numero di appelli d’esame pari a due più il numero minimo di appelli previsto.

Anche la legge è dalla tua parte se hai deciso di intraprendere questa strada, infatti la Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 25/10/2005 sancisce i diritti dei lavoratori  in particolare il loro diritto allo studio: allo studente lavoratore dovrà essere data la possibilità di sostenere esami e a tal scopo, il diritto ad ottenere turni di lavoro tali da permettergli la frequenza ai corsi e la conseguente preparazione di esami finali.

Il permesso giornaliero richiesto dallo studente per sostenere esami deve essere retribuito ed è vincolante per il datore di lavoro. Inoltre, la legge prevede che il lavoratore-studente,  ha diritto a 150 ore di permessi straordinari retribuiti, che deve utilizzare in 3 anni (50 l’anno); per poterli ottenere, lo studente presenterà domanda all’azienda in cui presta lavoro mentre, per certificare la presenza all’esame è sufficiente un attestato in cui sia ben specificata la sede universitaria, giorno ed esito della prova, timbro dell’amministrazione universitaria.

Come base, tranne che il Ccnl ne preveda di ulteriori, lo studente lavoratore ha i seguenti diritti:

 

  • turni di lavoro idonei alla frequenza dei corsi e preparazione esami;
  • non deve prestare lavoro straordinario;
  • non deve lavorare durante i riposi settimanali;
  • ha diritto a permessi retribuiti per sostenere gli esame;
  • il suo orario di lavoro deve essere compatibile con la frequenza dei corsi scolastici frequentati.

 

 

Chi ha diritto alle 150 ore per lo studio?

 

Occorre verificare cosa dice il Ccnl applicato in azienda perché potrebbe essere stato stabilito un numero massimo di lavoratori che ne possono usufruire ogni anno.

Comunque in linea generale chiunque rientri nella categoria studente lavoratore impegnato in:

 

  • scuole di istruzione primaria,
  • scuola secondaria
  • qualificazione professionale
  • università

 

Le scuole devono esser statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali.

 

Laurearsi lavorando

 

Oggi sono disponibili metodologie e approcci totalmente diversi rispetto agli anni passati ideali proprio per chi lavora ma vuole laurearsi.

Iniziare subito a cercare lavoro ed iniziare a guadagnare anche  se precario, visti i tempi di crisi economica, lo fanno in molti che non preferiscono conseguire una laurea. Non sempre una laurea è la scelta giusta soprattutto se scegliamo una facoltà per ripiego, lo ha detto anche ex presidente americano, Barack Obama, presso lo stabilimento di General Eletric.

Anche oggi la laurea è un buon investimento e rimarrà tale fino al 2086, secondo l’indagine compiuta dall’Hamilton Place Strategies, anche perché è dimostrato che i laureati, rispetto a coloro che hanno conseguito un diploma di scuola secondaria, garantiscono ancora maggiori prestazioni lavorative. Ricordiamo che il corso di laurea da scegliere è sempre quello che più risponde alle nostre inclinazioni.

Come possiamo fare se abbiamo intenzione di lavorare e conseguire anche un titolo universitario? Tante potrebbero essere le strategie da intraprendere, l’Università Online rappresenta una vera e propria rivoluzione; la mission delle università telematiche è proprio quella di permettere al maggior numero possibile di persone, di riuscire a laurearsi pur continuando a lavorare.

Fattori determinanti che permettono di studiare e lavorare sono le lezioni online, il tutor personale ed il doversi recare in sede solo per sostenere gli esami e la tesi.

Non solo i classici e sempre validi corsi di laurea ma i corsi di laurea online sono specializzati anche per la formazione di nuove figure professionali, quali manager, esperti del web-marketing, addetti alla formazione e settore risorse umane.

Potrai così organizzare il tuo tempo grazie alla flessibilità offerta dalle Università telematiche.  La tua  giornata sarà finalmente tua: potrai organizzarla, in funzione non degli altri ma di te stesso. Il vantaggio di conseguire una laurea online è proprio quello di incrementare le tue competenze e la tua cultura, assecondando una passione o un sogno senza rinunciare alle entrate economiche e all’esperienza della tua attività lavorativa.

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Iniziare a lavorare durante gli studi universitari

 

Fino ad ora abbiamo parlato di chi già lavora, quindi è abituato ai ritmi del mondo del lavoro, decide poi d’iscriversi all’università. Ora vediamo qualche consiglio per chi decide d’iniziare a lavorare per la prima volta dopo essersi iscritto all’Università, cosa che scegliendo l’università telematica è ancora più agevole

Dare priorità ai datori di lavoro “a misura di studente”.

A causa di queste scadenze di pagamento troppo tardive, molti studenti preferiscono accettare un lavoro al di fuori della propria sede: sicuramente sarà più concorrente agli studi ma sarà retribuito più velocemente e con maggiore regolarità.

Alcune aziende hanno buone pratiche e tengono conto dei vincoli specifici degli studenti.

Esplora anche lavori a tempo parziale quali che possono adattare il carico di lavoro ai tuoi vincoli di orario.

In generale, una volta che il tuo programma è disponibile, privilegia i lavori in cui non c’è conflitto di programma con i tuoi studi, che devono rimanere la tua priorità.

 

Impostare un limite orario settimanale

A meno che non sia strettamente necessario, non intraprendere un lavoro troppo impegnativo, sia in termini di numero di ore ma anche in termini di intensità fisica e nervosa. In oltre il 90% dei casi il tuo lavoro sarà il cibo, cioè senza un legame diretto con i tuoi studi. Il tempo che gli dedichi sarà quindi “rubato” al tuo tempo di riposo, di svago o peggio, al tuo tempo di studio o di lavoro personale.

Fissare i limiti. Anche se hai un lavoro a tempo parziale per meno di sei mesi durante l’anno accademico, è in concorrenza con i tuoi studi. Un lavoro svolto più di sei mesi all’anno e più della metà del tempo è in conflitto diretto con i tuoi studi. Questo è il caso del 3% degli studenti lavoratori.

Oltre le 16 ore settimanali, corri un rischio molto grande e metti a repentaglio il tuo successo scolastico. È una questione di proporzione: lavorare un po’ favorisce il successo scolastico perché insegna ad organizzarsi e ad articolare il tempo tra le diverse attività (corsi, lavoro personale, tempo libero, lavoro retribuito). Lavorare molto, invece, diventa dannoso per gli studi.

 

Ricorda che il tuo primo lavoro è studiare

 

Mantieni sempre il senso delle priorità. Durante la tua istruzione superiore, il tuo lavoro principale è studiare. Stai investendo in te stesso e nel tuo futuro. È il miglior investimento che puoi fare. Dedica la maggior parte del tuo tempo cerebrale disponibile al lavoro degli studenti, non al lavoro retribuito.

Un’altra trappola minaccia i giovani che danno soddisfazione nel proprio lavoro: il datore di lavoro contento di te può offrirti di lavorare di più, di assumerti delle responsabilità. Accogliere la sua richiesta è mettere il dito in una marcia: rischi di diventare nella tua testa più un impiegato che uno studente.

Rischi di impiegare più tempo per finire gli studi, mettere a repentaglio il tuo successo agli esami o addirittura abbandonare la scuola. Se devi fare una scelta, lascia andare il tuo lavoro. Il lavoro è come un pallone da calcio: rimbalza sempre!

 

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