Introduzione alla Programmazione: Storia ed evoluzione

Fino agli inizi degli anni ’50 i progenitori dei moderni computer erano macchinari enormi, che occupavano intere stanze e pesavano anche alcune tonnellate. Relativamente a quel periodo non si può parlare di un vero e proprio linguaggio di programmazione, ma solo di prototipi complicati che richiedevano l’impiego di diversi operatori tecnici.

Con lo sviluppo economico del dopoguerra, unito alle competenze informatiche acquisite proprio in ambito bellico, si ebbe un crollo sia delle dimensioni che dei costi dei processori. Ciò corse di pari passo con un’evoluzione del linguaggio informatico, che si perfezionò e si differenziò per adeguarsi alle nuove crescenti necessità dei consumatori. Ecco le principali fasi dello sviluppo della programmazione come la conosciamo oggi.

 

Gli anni ’50: Fortran e Algon, i primi linguaggi di programmazione propriamente detti

Il Fortran (Formula Translation system) fu uno dei primi veri linguaggi mai ideati. Si tratta di un metodo abbastanza semplice, formato da poche funzioni e sviluppato dalla IBM, per automatizzare i calcoli matematici e scientifici. Grazie alle numerose versioni rilasciate nel corso degli anni (da Fortran II a Fortran 90/95) che hanno consentito di mantenere un adeguato livello di standardizzazione di questo linguaggio, Fortran è ancora adesso un sistema molto utilizzato per lo sviluppo di programmi scientifici.

Pochi anni dopo fu ideato l’ Algon (Algorittmic Language), anch’esso destinato ad applicazioni scientifiche e matematiche. Questo linguaggio, benché meno diffuso rispetto al Fortran, è stato indispensabile per l’ideazione dei linguaggi successivi, compresi quelli più moderni, che ancora adesso sono costituiti da elementi che rimandano alla struttura dell’Algon.

 

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Gli anni ’60 e lo sviluppo della programmazione per i diversi campi informatici

 

Man mano che si andarono evolvendo computer sempre più complessi ed utilizzati per gli scopi più disparati, si vide la necessità di variare e specializzare i linguaggi di programmazione.

Nel 1960 fu lanciato il Cobol (Common Business Oriented Language). Ideato per rispondere alla crescente richiesta di programmi per il settore commerciale e amministrativo, oltre che per la gestione e archiviazione dei dati

Cobol si diffuse molto velocemente, complice la sua semplicità e il suo metodo alquanto intuitivo (la sua struttura ricorda la sintassi della lingua inglese scritta). Ancora oggi viene utilizzato per queste sue caratteristiche soprattutto all’interno di realtà aziendali che ricercano linguaggi facili da utilizzare.

Intorno alla fine degli anni ’60 furono lanciati i linguaggi di programmazione Basic e Pascal, che rispondevano perfettamente alle esigenze degli apprendisti programmatori. In particolare il Pascal, unendo diverse caratteristiche dei precedenti linguaggi, riuscì a trovare largo impiego, sviluppandosi negli anni fino ai giorni nostri. Ancora adesso viene spesso infatti utilizzato come base per chi si approccia al mondo della programmazione.

La rivoluzione informatica: il linguaggio C e C++

 

Con lo sviluppo dei sistemi operativi, si richiese l’ideazione di un linguaggio semplice ed efficace, che fosse molto versatile nell’organizzazione dei dati. Fu ideato allora il C , nel 1972, considerato per la sua semplicità il linguaggio di più basso livello dei linguaggi di alto livello, ma ancora oggi utilizzato per la programmazione dei sistemi operativi.

Dopo pochi anni, nel 1983, fece la sua comparsa C++, evoluzione del precedente linguaggio ma che portò a un vero e proprio rinnovamento informatico. Si iniziò a parlare di progettazione orientata agli oggetti (OOP), ovvero l’identificazione di oggetti in grado di interagire fra loro, come avviene ad esempio nel caso delle interfacce grafiche, che esistono proprio grazie all’invenzione del C++.

Un breve riferimento è doveroso farlo, riguardo a quegli anni, anche al Perl, un linguaggio molto semplice lanciato nel 1987 che si è sviluppato nel corso negli anni per l’elaborazione delle immagini, la creazione di report e archivi di file e per operazioni di manutenzione del sistema.

Lo sviluppo del web e i linguaggi di programmazione moderni

 

Con il diffondersi su larga scala della rete internet si è sentito, negli anni 90, il bisogno di creare linguaggi di programmazione più intuitivi e che risultassero più fluidi e dinamici, capaci di rendere accessibile la realizzazione e la visualizzazione delle interfacce web.

Tra questi i più conosciuti e utilizzati sono il linguaggio Java e il PHP e il Phyton, ormai universalmente diffusi e apprezzati in tutto il mondo informatico.

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