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Apprendistato: Come Iniziare la Tua Carriera Professionale

Stai cercando di avviare la tua carriera professionale? L’apprendistato potrebbe essere la soluzione perfetta per te. Si tratta di un contratto di apprendistato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani, che unisce esperienza formativa e lavorativa.

Questo articolo esplorerà in dettaglio il contratto di apprendistato, le sue diverse tipologie come l’apprendistato professionalizzante, i vantaggi che offre ai giovani lavoratori, i requisiti necessari e il processo per richiedere e stipulare un contratto di questo tipo. Scoprirai anche gli obblighi dell’azienda e dell’apprendista, la durata e le condizioni contrattuali, gli incentivi aziendali e come l’apprendistato può facilitare la formazione sul lavoro e l’acquisizione di competenze professionali pratiche.

 

Cos’è un contratto di apprendistato e come funziona

Il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani. Si tratta di un contratto di lavoro subordinato che prevede un periodo iniziale di formazione, al termine del quale il rapporto di lavoro prosegue come contratto a tempo indeterminato, fatto salvo il recesso delle parti.

Caratteristiche principali

L’elemento caratterizzante del contratto di apprendistato è il fatto che il datore di lavoro è tenuto a erogare, oltre alla retribuzione, anche la formazione necessaria all’acquisizione delle competenze professionali o alla riqualificazione di una professionalità. L’aspetto formativo e quello retributivo devono coesistere e non sono tra loro alternativi o accessori. Per questo motivo, il contratto di apprendistato è detto “a causa mista”, in quanto l’apprendista, a fronte della sua prestazione lavorativa, riceve una retribuzione composita, che comprende uno stipendio in denaro e un programma di formazione specifica approfondita per lo svolgimento della mansione.

Requisiti formali

Come gli altri contratti di lavoro subordinato, anche quello di apprendistato deve essere redatto in forma scritta. In forma sintetica deve contenere il piano formativo individuale, definito anche sulla base di quanto previsto dalla contrattazione collettiva.

Formazione dell’apprendista

L’apprendistato è un contratto di lavoro caratterizzato da un contenuto formativo: il datore di lavoro, oltre a pagare la retribuzione all’apprendista per il lavoro svolto, è obbligato a garantire all’apprendista la formazione necessaria per acquisire competenze professionali adeguate al ruolo e alle mansioni per cui è stato assunto. L’apprendista ha, a sua volta, l’obbligo di seguire il percorso formativo che può essere svolto internamente o esternamente all’azienda.

 

Le diverse tipologie di contratto di apprendistato

Esistono tre principali tipologie di contratto di apprendistato in Italia:

Apprendistato per la qualifica professionale

Questa tipologia di apprendistato è rivolta ai giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni che non hanno ancora conseguito una qualifica o un diploma professionale. Lo scopo è permettere loro di acquisire un titolo di studio lavorando in un’azienda. La durata del contratto non può superare i 3 anni, o 4 anni nel caso di diploma professionale quadriennale.

Apprendistato professionalizzante

L’apprendistato professionalizzante consente ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni (17 anni se in possesso di una qualifica professionale) di stipulare un contratto finalizzato all’acquisizione di competenze professionali. Prevede attività lavorativa in azienda secondo il contratto collettivo nazionale di riferimento e attività formativa, con corsi regionali di massimo 120 ore per acquisire competenze trasversali, tecniche e specialistiche.

Apprendistato di alta formazione e ricerca

Questa tipologia di apprendistato permette di conseguire titoli di studio di livello elevato come:

  • Diploma di istruzione secondaria superiore
  • Laurea triennale, magistrale o magistrale a ciclo unico
  • Master di I e II livello
  • Dottorato di ricerca
  • Attestato di compiuta pratica per l’accesso agli ordini professionali

Può essere stipulato da giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore o di un diploma professionale. La durata minima è di 6 mesi e varia in base al titolo da conseguire, regolamentata da accordi regionali.

 

Vantaggi dell’apprendistato per i giovani

Il contratto di apprendistato offre numerosi vantaggi per i giovani che desiderano avviare la propria carriera professionale. Ecco alcuni dei principali benefici:

Acquisizione di competenze

Uno dei principali vantaggi dell’apprendistato è la possibilità di acquisire competenze professionali specifiche e qualificate direttamente sul campo, combinando la formazione teorica con l’esperienza pratica. Questo ti permette di sviluppare abilità tecniche e trasversali fondamentali per il tuo futuro lavorativo, rendendoti più competitivo nel mercato del lavoro.

Possibilità di inserimento stabile

L’apprendistato rappresenta un’opportunità unica per entrare nel mondo del lavoro e potenzialmente ottenere un’assunzione stabile nell’azienda in cui svolgi il tuo percorso formativo. Infatti, molte aziende utilizzano l’apprendistato come strumento per formare e selezionare i futuri dipendenti, offrendo ai migliori apprendisti la possibilità di essere assunti a tempo indeterminato al termine del contratto.

Inoltre, l’esperienza acquisita durante l’apprendistato ti consente di sviluppare una rete di contatti professionali e di dimostrare le tue capacità sul campo, aumentando le tue prospettive di carriera future.

 

Requisiti per accedere a un contratto di apprendistato

Prerequisiti di età

Per accedere a un contratto di apprendistato, è necessario rispettare determinati requisiti di età, che variano a seconda della tipologia di contratto:

  • Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale: Puoi essere assunto a partire dai 15 anni di età fino ai 25 anni,
  • Apprendistato professionalizzante: L’età consentita è compresa tra i 18 e i 29 anni. Tuttavia, se sei già in possesso di una qualifica professionale, puoi accedervi anche a partire dai 17 anni,
  • Apprendistato di alta formazione e ricerca: Puoi stipulare questo contratto se hai un’età compresa tra i 18 e i 29 anni.

È importante notare che, per tutte le tipologie di apprendistato, l’ultimo giorno utile per l’assunzione è il giorno prima del compimento del 30° anno di età.

Titoli di studio richiesti

I requisiti relativi ai titoli di studio variano a seconda della tipologia di apprendistato:

  • Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale: Non sono richiesti specifici titoli di studio, poiché l’obiettivo è permetterti di conseguire una qualifica o un diploma professionale durante il contratto.
  • Apprendistato professionalizzante: Puoi accedere a questa tipologia di contratto anche senza titoli di studio specifici, a meno che non sia richiesta una qualifica professionale per l’esercizio di determinate mansioni.
  • Apprendistato di alta formazione e ricerca: Per questa tipologia, è necessario essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o di un diploma professionale conseguito nei percorsi di istruzione e formazione professionale, integrato da un certificato di specializzazione tecnica superiore o dal diploma di maturità professionale all’esito del corso annuale integrativo.

Inoltre, l’Ispettorato del Lavoro ha chiarito che il possesso di un titolo abilitante non preclude l’assunzione con contratto di apprendistato, a condizione che nel piano formativo individuale siano indicati appositi percorsi formativi coerenti con le esigenze dell’impresa e che prevedano uno sviluppo di competenze diverse ed ulteriori rispetto a quelle già maturate.

 

Durata e condizioni del contratto di apprendistato

Durata massima

La durata massima del contratto di apprendistato varia in base alla tipologia:

  • Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale: Il contratto non può durare più di 3 anni (4 anni in caso di diploma quadriennale regionale). È possibile prorogare la durata fino a un anno, per iscritto e previo aggiornamento del Piano formativo individuale, nel caso in cui l’apprendista non abbia conseguito la qualifica o il diploma professionale al termine del percorso formativo, o intenda consolidare e acquisire ulteriori competenze tecnico-professionali e specialistiche.
  • Apprendistato professionalizzante: La durata viene stabilita dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) di categoria e non può essere superiore a 3 anni. Fanno eccezione alcune professioni del settore artigiano (ad esempio orafi o falegnami), per cui la durata può essere estesa fino a 5 anni.
  • Apprendistato di alta formazione e ricerca: La durata varia sulla base del titolo di studio che si intende conseguire (generalmente non è mai inferiore al corso di studi) ed è regolamentata da accordi fra le Regioni o Province Autonome e le associazioni territoriali datoriali, le università e gli istituti professionali.

In tutti i casi, è possibile prorogare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del lavoro, di durata superiore a trenta giorni.

Mansioni e limitazioni

La contrattazione collettiva può individuare aree o funzioni aziendali in cui non è ammesso l’inserimento di apprendisti. Inoltre, durante il periodo di apprendistato, potresti essere assegnato a mansioni diverse da quelle previste dal piano formativo individuale, purché rientranti nella stessa qualifica professionale.

 

Obblighi dell’azienda e del lavoratore

Formazione obbligatoria

Gli apprendisti devono effettuare la formazione obbligatoria per legge durante il periodo di lavoro e acquisire, attraverso i corsi, competenze trasversali, di base e competenze tecnico-specialistiche. Le aziende che non rispettano l’obbligo di partecipazione ai corsi di formazione per l’apprendistato non possono godere delle agevolazioni contributive previste, ecco perché è molto importante consentire ai propri apprendisti di seguire questi corsi.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di redigere il piano formativo individuale (PFI) per iscritto, che deve essere consegnato all’apprendista. Se previsto dalla contrattazione collettiva, il PFI deve essere inviato anche agli Enti Bilaterali. Inoltre, il datore di lavoro deve garantire lo svolgimento della formazione da parte dell’apprendista, secondo quanto indicato nel piano formativo.

La formazione dell’apprendista effettuata dal datore di lavoro è integrata dall’offerta formativa di Agenzia del Lavoro. La formazione professionalizzante, volta all’acquisizione delle competenze tecnico-professionali, è svolta sotto la responsabilità dell’azienda ed ha una durata stabilita dai singoli accordi interconfederali e contratti collettivi nazionali. La formazione di base e trasversale, invece, integra la formazione professionalizzante ed è offerta gratuitamente da Agenzia del Lavoro della Provincia Autonoma di Trento, nell’ambito del Programma FSE+ 2021-2027 con le risorse finanziarie dell’Unione Europea – Fondo Sociale Europeo, dello Stato italiano e della Provincia autonoma di Trento.

Tutela dell’apprendista

Una figura chiave nel processo di formazione aziendale è il tutor, nominato dal datore di lavoro tra i dipendenti con almeno tre anni di esperienza nel settore. Ogni apprendista ha diritto ad un tutor, ma ciascun tutor non può seguire più di 5 lavoratori con contratto di apprendistato.

Il datore di lavoro è tenuto a registrare la formazione sul libretto formativo del cittadino. Nel caso in cui il datore di lavoro non adempia ai propri obblighi formativi, sarà tenuto al versamento della differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta per il livello di inquadramento a cui era finalizzata la formazione, maggiorata del 100%, oltre che al versamento delle sanzioni amministrative stabilite dall’art. 47, comma 2, D.Lgs. n. 81 del 2015.

 

Incentivi per le aziende che assumono apprendisti

Agevolazioni economiche

Le aziende che assumono apprendisti possono beneficiare di vantaggi economici significativi. Uno dei principali incentivi è la possibilità di inquadrare l’apprendista fino a due livelli inferiori rispetto al livello di inquadramento previsto per la qualifica da conseguire. Questa agevolazione consente alle aziende di risparmiare sui costi del personale durante il periodo di formazione dell’apprendista.

Riduzione dei contributi

Le aziende possono inoltre godere di sgravi contributivi quando assumono apprendisti. La legge prevede un regime contributivo agevolato che varia in base al numero di dipendenti dell’azienda:

  • Aziende con meno di 9 dipendenti: Queste aziende beneficiano di uno sgravio contributivo del 100% per tutta la durata del contratto di apprendistato, con un limite massimo di 3 anni.
  • Aziende con 9 o più dipendenti: Per i primi due anni, l’aliquota contributiva a carico dell’azienda è ridotta all’1,5% per il primo anno e al 3% per il secondo anno. Dopo il secondo anno, l’aliquota torna al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

Inoltre, lo sgravio contributivo a favore del datore di lavoro viene mantenuto per tutta la durata del rapporto di apprendistato, anche dopo la conclusione del periodo di formazione.

Per i contratti di apprendistato di primo livello (per la qualifica e il diploma professionale), il datore di lavoro può godere di uno sgravio contributivo del 50%, con un tetto annuo di 3.000 euro.

Nel 2018, per la prosecuzione di un contratto di apprendistato professionalizzante, il datore di lavoro ha beneficiato di uno sgravio contributivo del 50% per un periodo massimo di 12 mesi.

Infine, per le assunzioni a tempo indeterminato con contratto a tutele crescenti effettuate nel 2018, il datore di lavoro ha potuto usufruire di un esonero del 50% dei contributi previdenziali per 36 mesi, fino a un massimo di 3.000 euro annui.

Questi incentivi economici e sgravi contributivi rappresentano un vantaggio significativo per le aziende che decidono di assumere apprendisti, consentendo loro di recuperare parte dei costi sostenuti per la formazione e l’inserimento dei giovani lavoratori.

 

Come richiedere e stipulare un contratto di apprendistato

Procedure per le aziende

Durante la prima fase, dedicata alla coerenza tra l’attività lavorativa e il percorso formativo, il datore di lavoro deve acquisire le informazioni necessarie per valutare la fattibilità del contratto di apprendistato. Il primo contatto con l’istituzione formativa consente al datore di lavoro di conoscere dettagliatamente gli adempimenti che l’attivazione di un contratto di apprendistato comporta ed è finalizzato a verificare l’effettiva fattibilità del contratto attraverso l’accertamento delle seguenti condizioni:

  • Coerenza tra attività lavorative (figura contrattuale) e titolo di studio (es. qualifica/diploma);
  • Possesso da parte del datore di lavoro dei requisiti strutturali, tecnici e formativi necessari all’erogazione della formazione dell’apprendista.

Ai sensi dell’art. 3 del D.M. 12.10.2015, il datore di lavoro che intenda assumere apprendisti per l’acquisizione della qualifica o del diploma professionale IeFP deve possedere i seguenti requisiti:

  1. Capacità strutturali, ossia spazi per consentire lo svolgimento della formazione interna e, in caso di studenti con disabilità, il superamento o abbattimento delle barriere architettoniche;
  2. Capacità tecniche, ossia una disponibilità strumentale per lo svolgimento della formazione interna, in regola con le norme vigenti in materia di verifica e collaudo tecnico, anche reperita all’esterno dell’unità produttiva;
  3. Capacità formative, garantendo la disponibilità di uno o più tutor aziendali per lo svolgimento dei compiti previsti.

 

L’istituzione formativa può supportare il datore di lavoro nella verifica del possesso dei requisiti effettivamente necessari per l’erogazione della formazione interna all’apprendista. L’analisi dei requisiti strutturali, tecnici e formativi del datore di lavoro consente di articolare il monte ore formativo tra percorso in impresa e formazione erogata presso l’istituzione formativa, in base alle specifiche capacità e potenzialità formative del datore di lavoro, sempre nel rispetto della normativa vigente.

L’art. 42 del D.Lgs. n. 81/2015 demanda alla contrattazione collettiva la disciplina del contratto di apprendistato, fermi restando alcuni principi, tra cui la presenza di un tutor o referente aziendale. L’art. 3 del D.M. 12/10/2015 prevede che i datori di lavoro che assumono apprendisti abbiano “capacità formative, garantendo la disponibilità di uno o più tutor aziendali per lo svolgimento dei compiti di cui all’art. 7.

Ai sensi dell’art. 7 del D.M. 12 ottobre 2015, il tutor aziendale:

  • Garantisce con il tutor formativo l’integrazione tra la formazione interna ed esterna;
  • Favorisce l’inserimento dell’apprendista nell’impresa, lo affianca e lo assiste nel percorso di formazione interna, gli trasmette le competenze necessarie allo svolgimento delle attività lavorative e, in collaborazione con il tutor formativo, fornisce all’istituzione formativa ogni elemento atto a valutare le attività dell’apprendista e l’efficacia dei processi formativi;
  • Collabora con il tutor formativo alla compilazione del dossier individuale dell’apprendista e, con il tutor formativo, garantisce l’attestazione delle attività svolte e delle competenze acquisite dall’apprendista al termine del periodo di apprendistato, anche in caso di risoluzione anticipata.

 

Oltre agli adempimenti sopra descritti, al fine di valutare l’applicabilità del contratto di apprendistato di primo livello, il datore di lavoro è tenuto a considerare i limiti numerici previsti dall’art. 42, comma 7, del D.Lgs. n. 81/2015, che dispone che il numero di apprendisti che un datore di lavoro può assumere (anche in somministrazione) debba rispettare i seguenti vincoli, in base al numero di dipendenti:

  • Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione autorizzate, non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro;
  • Tale rapporto non può superare il 100% per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore a dieci unità. È in ogni caso esclusa la possibilità di utilizzare apprendisti con contratto di somministrazione a tempo determinato;
  • Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, può assumere apprendisti in numero non superiore a tre.

Documentazione necessaria

Per attivare un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, è necessario che il datore di lavoro e l’istituzione formativa stipulino un Protocollo Formativo che stabilisca:

  1. La durata e le modalità, anche temporali, della formazione a carico del datore di lavoro;
  2. Le modalità di individuazione degli apprendisti;
  3. Il numero dei crediti formativi riconoscibili a ciascuno studente per la formazione a carico del datore di lavoro in ragione del numero di ore di formazione svolte in azienda;
  4. Le responsabilità dell’impresa.

 

La selezione dell’apprendista è effettuata dal datore di lavoro, coadiuvato dall’istituzione formativa. L’apprendista selezionato deve possedere i requisiti previsti dalla D.lgs 81/2015, ovvero avere un’età compresa tra i 18 e i 29 anni (e 365 giorni) ed essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o di un diploma professionale integrato da un certificato di istruzione e formazione Tecnica Superiore.

Il datore di lavoro che intenda assumere con apprendistato di alta formazione e ricerca deve definire i criteri e le procedure di individuazione degli apprendisti nel rispetto dei principi di trasparenza e di pari opportunità di accesso. Inoltre, deve verificare le indicazioni rispetto a requisiti ed eventuali obblighi di formazione definiti nel CCNL applicato per l’individuazione del tutor aziendale e concordare modalità di coordinamento tra tutor aziendale e tutor formativo, nella definizione del Protocollo con l’Istituzione formativa.

Il datore di lavoro e l’Istituzione formativa si coordineranno per:

  1. Verificare quali mansioni l’apprendista svolgerà nell’esercizio dell’apprendistato e la corrispondenza con le competenze da conseguire;
  2. Concordare i tempi e le modalità della formazione interna ed esterna rispettando le percentuali previste dalla normativa nazionale;
  3. Definire i criteri e le modalità di valutazione degli apprendimenti;
  4. Stabilire le modalità di raccordo tra tutor aziendale e tutor formativo in relazione alla realizzazione del percorso formativo dell’apprendista e alla valutazione degli apprendimenti.

 

Il datore di lavoro deve verificare con l’Istituzione formativa la durata residua del percorso ordinamentale del potenziale apprendista al fine di stabilire una data di scadenza del contratto coerente con il percorso ipotizzato.

Ai sensi dell’art. 42, co. 1 D.lgs 81/2015, il contratto di apprendistato deve essere stipulato in forma scritta per poter provare la natura e le condizioni del rapporto. Il contratto deve essere sottoscritto da datore di lavoro e dall’apprendista in doppio originale, con ognuna delle parti che trattiene un originale.

All’interno del contratto di lavoro devono essere indicati e contenuti:

  1. La figura contrattuale, che deve essere correlabile ad una delle figure in uscita dal percorso di studi;
  2. Il tutor aziendale, che deve essere in possesso degli eventuali requisiti previsti dal CCNL applicato;
  3. La data di scadenza del periodo di apprendistato, che deve essere coerente con il percorso formativo funzionale al conseguimento del titolo cui è finalizzato il contratto ed entro i limiti previsti dalla normativa;
  4. Il PFI (Piano Formativo Individuale), che deve riportare l’articolazione e le modalità di realizzazione del percorso formativo, secondo gli accordi intercorsi tra Istituzione formativa e datore di lavoro.

 

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Conclusione

In sintesi, l’apprendistato rappresenta un’opportunità unica per i giovani di avviare la propria carriera, acquisendo competenze e formazione direttamente sul campo, con la possibilità di un’assunzione stabile al termine del percorso. Con i suoi diversi tipi, dai contratti per la qualifica professionale a quelli di alta formazione, l’apprendistato offre una solida base per molteplici percorsi professionali. Per le aziende, inoltre, l’assunzione di apprendisti comporta numerosi vantaggi economici e sgravi contributivi, rendendo l’investimento nella formazione dei giovani lavoratori particolarmente vantaggioso.

Sebbene richiedano un impegno da parte di entrambe le parti coinvolte, i contratti di apprendistato rappresentano un’ottima opportunità per i giovani di costruire solide basi per la loro carriera futura e per le aziende di formare e valorizzare risorse preziose. Esplorando le diverse opzioni disponibili, è possibile trovare il percorso di apprendistato più adatto alle proprie esigenze e aspirazioni professionali.

 

FAQs

  1. Cosa accade al termine dei tre anni di apprendistato? Al termine del periodo di apprendistato, che può variare da un minimo di 6 mesi a un massimo di tre anni, se non vi è interruzione del rapporto lavorativo da parte delle parti coinvolte, si verifica una proroga automatica. Questo significa che il contratto di apprendistato si trasforma in un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
  2. Quali passi seguire dopo aver completato un apprendistato? Dopo aver terminato un apprendistato, si può iniziare a lavorare part-time e contemporaneamente completare la maturità professionale in tre o quattro semestri. Successivamente, è possibile proseguire gli studi in Pianificazione dei trasporti presso una Scuola universitaria professionale, mantenendo il lavoro part-time.
  3. Quali sono le prospettive professionali dopo un apprendistato? Dopo aver completato un apprendistato professionalizzante, che dura tipicamente da 6 mesi a 3 anni e può estendersi fino a 5 anni per le formazioni artigianali, il giovane viene generalmente assunto a tempo indeterminato dall’azienda presso cui ha svolto l’apprendistato.
  4. In che modo si svolge la formazione durante l’apprendistato? La formazione durante l’apprendistato è gestita e responsabilità del datore di lavoro. Questa formazione è integrata da opportunità formative che possono essere offerte sia internamente che esternamente all’azienda, e sono dettagliate nel Piano Formativo Individuale.

 

Riferimenti

Articolo scritto da:

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Rosalba Fiore

Rosalba Fiore imprenditrice eduthech, consulente, formatrice, autrice, da oltre vent’anni mette la sua esperienza a completa disposizione dei suoi clienti impegnati in diversi settori produttivi. Ha conseguito due lauree, una in Matematica indirizzo informatico ed una in Ingegneria Industriale indirizzo Gestionale, ha conseguito numerose certificazioni internazionali tecniche, linguistiche, trasversali e didattiche, presso l’Università americana Harvard Business School Online ha seguito corsi specialistici in economia e marketing e innovazione. La dott.ssa Fiore è all’albo dei periti estimativo per la Camera di Commercio per la valutazione dei piani formativi del personale e CTU del Tribunale. E’ stata consulente e formatrice per Alitalia, Poste Italiane, Autostrade per l’Italia, Università Normale Superiore ISUFI etc.

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