Formazione Online da 15 Anni

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«Insegniamo a diventare imprenditori della società»

Spero che ti piaccia leggere questo post sul blog.

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Intervista a Cosmano Lombardo, Search On Media Group

Quando il digital fa spettacolo. Il Web Marketing Festival è la dimostrazione che qualsiasi argomento, per quanto serio, complesso e delicato, può essere raccontato, spiegato e affrontato in modo non convenzionale, divertendo e divertendosi.

Ed è ovvio che ciò accada se dietro ci sono innovatori nati come Cosmano Lombardo e Giorgio Taverniti.

Pionieri del digitale, la loro creatura si chiama Search On Media Group. Più che un’azienda è «un progetto di vita» con una missione chiara: creare valore, condividere idee e conoscenze per permettere a più persone possibile di cogliere le straordinarie opportunità portate da internet.

Se vuoi sapere cosa il futuro digitale riserva a tutti noi, è a loro che ti conviene chiedere.

«Search On è nata nel 2007 – spiega Cosmano Lombardo, amministratore delegato e direttore operativo dell’area Formazione di Search On – dal Forum GT creato da Giorgio Taverniti, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza sul digitale e anche sull’innovazione. È un progetto di vita perché io e Giorgio, che siamo amici d’infanzia (veniamo entrambi da Monasterace, in Calabria) fin da giovanissimi volevamo fare qualcosa di utile per gli altri. Mentre Giorgio diffondeva e condivideva la sua passione per i motori di ricerca fondando, appunto, il Forum GT (2004), io lavoravo a progetti di cooperazione allo sviluppo per la Fao e il ministero degli Esteri. Ma non ero soddisfatto. Così un giorno ho deciso di unire le mie forze alle sue per realizzare il nostro sogno di bambini: essere d’aiuto agli altri. Nel 2007, perciò, nasce il primo evento di formazione digitale gratuito. Poi un altro e poi un altro ancora e iniziano a chiederci di fare consulenza. Dopo il primo anno, i soldi guadagnati con le consulenze decidiamo di investirli e usarli come budget per altra formazione gratuita. Fino alla nascita di Search On Media Group, alla quale si sono poi uniti Andrea Pernici e Marco Quadrella. Search On oggi è divisa in diverse business unit: una per la consulenza a medie e grandi realtà aziendali; una per l’organizzazione di eventi come il WMF; una per l’organizzazione di eventi per altri soggetti (Ibrida.io), una per la Formazione. Poi c’è il Forum Connect.gt, la community di riferimento per chi si occupa di digitale, un po’ il filo conduttore del nostro lavoro».

 

 

Il 2007 è un’era geologica fa. Come sono cambiate le cose?

«Oggi c’è sicuramente più consapevolezza nella società civile rispetto alle potenzialità e ai vari utilizzi di internet, del digitale e in particolar modo del digital marketing. Gli ultimi 12 mesi, a causa del Covid, abbiamo visto un’accelerazione ma il trend si era già affermato. Negli ultimi 4-5 anni le aziende, soprattutto le medie, hanno iniziato ad approfondire problemi e opportunità, a formarsi e a formare, facendo operazioni di reskilling alle proprie risorse umane. Le piccole imprese anche loro hanno iniziato ad avvicinarsi con percorsi a cui prima nemmeno pensavano. Paradossalmente, sono proprio le grandi realtà, magari più tradizionali, a fare più fatica, dove la digital transformation va più lenta: lì pesano di più i blocchi culturali e la complessità dell’organizzazione che rende maggiormente difficile ri-formare le risorse interne. La pandemia ha spezzato questo muro: ora si rendono conto di essere davanti ad un bivio e di dover decidere cosa fare. Quanto alle istituzioni, ob torto collo stanno facendo propri alcuni concetti che prima nemmeno vedevano: si sono svegliate a causa del Covid, anche se i motivi avrebbero potuto essere altri. Insomma, nel complesso, la situazione già nel 2018-2019 era migliore degli anni precedenti. Il 2020 ha dato solo una brusca accelerata. Ora il grosso tema è come gestire in modo sostenibile tutto ciò (penso al tema del lavoro) e come far assorbire certi concetti e certe nozioni alle persone. Siamo entrati nell’era del longlife learning: non ci si può fermare neanche un attimo».

 

Eventi, ma non solo: come si sviluppa la formazione targata Search On?

«Possiamo dire che è un processo di osmosi tra formazione e consulenza. Ci sono gli eventi, che sono senz’altro formativi. Ci sono i corsi online. E ci sono le academy, create su misura per i clienti: percorsi ad hoc interni, di medio-lungo periodo, per grandi realtà aziendali o reti di imprese (es. Confindustria). Insomma, portiamo avanti più di un’attività nell’ambito della formazione».

 

 

Tutto ciò vi mette in una posizione privilegiata da un lato per comprendere i bisogni delle aziende e dall’altro per individuare le opportunità del digitale. Quali trend è bene tenere in considerazione per essere al passo con un mercato del lavoro in così rapida trasformazione? 

 

«Intanto dobbiamo constatare che purtroppo esiste un grosso gap tra domanda e offerta. Da un lato c’è un’alta disoccupazione; dall’altro le aziende non riescono a trovare le figure professionali che cercano, in particolar modo nel digitale e nel digital marketing. Quindi questo è un momento di grandissime opportunità. Un primo tema da tenere sotto controllo è senza dubbio quello dell’analisi dei dati in ottica digitale, dove le discipline cosiddette “stem” (Science, Technology, Engineering and Mathematics) si incrociano con quelle umanistiche: da anni è trascurato dai corsi universitari e dai percorsi di formazione tradizionali, eppure la figura del web analyst e del data analyst è una delle più ricercate. Importantissimo è anche il tema dell’intelligenza artificiale, che abbraccia più ambiti, dal marketing ai processi aziendali. In Italia, poi, c’è una drammatica carenza, ormai decennale, nel settore della programmazione: più andiamo avanti più aumenta la richiesta di programmatori sia di front end che di back end. Infine, il tema trasversale dell’intelligenza emotiva e della complessità delle relazioni nel lavoro in team: un tema che è già caldo, ma lo sarà ancora di più nel futuro in un’ottica di lavoro in smart working. Complessità che si possono superare con un certo tipo di predisposizione».

 

 

Quali sono queste predisposizioni o soft skill e come si possono acquisire?

 

«Beh, posso dirlo con certezza quasi matematica: sono cruciali i primi 15 anni di vita. Se sei stato abituato a metterti in discussione e a sporcarti le mani sarai agevolato. Nei laboratori e nei corsi che tengo organizzo sempre gli studenti in gruppi per farli esercitare al confronto costante e insegnargli a lavorare in team, una cosa che purtroppo all’università si disimpara a fare. In generale, consiglio a chi sta ancora studiando di individuare dei progetti su cui lavorare insieme con altre persone: è un modo per allenarsi. D’altra parte un atleta può leggere un manuale che spiega come correre, ma così non migliora certo il fiato. Bisogna adoperarsi».

 

In questo momento, qual è il focus dei vostri corsi?

 

«Nei laboratori che portiamo in giro per l’Italia i ragazzi delle scuole lavorano in team alla creazione di startup a impatto sociale: cerchiamo di stimolare la loro creatività per immaginare e sviluppare nuovi business ma che abbiano ricadute positive sulla società. Al prossimo WMF, che si svolgerà il 15, 16 e 17 luglio, parleremo molto di smart working, social media, intelligenza artificiale, robotica, gestione delle risorse umane. Sarà un contenitore ampio di formazione e sì, ci sarà spazio anche per discutere delle professioni del presente e del futuro».

 

Voi insistete molto sull’aspetto della sostenibilità sociale e ambientale. È un trend che chiunque voglia fare business domani deve tenere in considerazione?

 

«Sì, assolutamente, anche se è quasi triste doverlo dire: dovrebbe essere nelle cose. Conosciamo tutti lo stato del pianeta (facciamo l’intervista nel giorno dell’Earth day, ndr). E, se andiamo a vedere la situazione, non c’è proporzionalità tra l’evoluzione di internet e lo stato del pianeta dal punto di vista sociale. Quando siamo partiti, in questo strumento vedevamo la possibilità di migliorare il pianeta da tutti i punti di vista: purtroppo non è andata così. Di conseguenza (e a malincuore) dico sì, è un trend da seguire da parte di qualsiasi business, perché se ce lo imponiamo possiamo davvero dare un contributo. Il che non toglie che ci dobbiamo credere sinceramente e farlo nostro con coerenza. Noi veniamo considerati degli eretici: nel 2017, per dire, sul palco del WMF abbiamo portato la storia di Peppino Impastato e della lotta alla mafia. Ci davano dei pazzi: cosa c’entra con internet? Cosa c’entra con il digitale o con l’innovazione? Anche fare formazione gratuita nel 2007 era piuttosto eretico… Dipende da come guardi il mondo. Io penso che il lavoro andrebbe considerato come uno strumento fondamentale per costruire se stessi e nello stesso tempo migliorare la società. Essere imprenditori non di se stessi, ma imprenditori della società, cioè farsi carico di attività, iniziative, responsabilità che prima di avere un impatto economico abbiano un impatto sociale».

Chi è Rosalba Fiore

E’ un’imprenditrice digitale, formatrice e consulente. Da oltre 10 anni all’albo dei periti ed esperti presso Camera di Commercio e consulente tecnico d’ufficio (CTU) del Tribunale di Potenza (accrediti li trovi qui), spesso ospite presso conferenze di settore in Italia e all’estero (conferenze le trovi qui).

Laureata in Matematica, ha conseguito numerose certificazioni internazionali ed ha completato la sua formazione nel 2018 con studi in economia e marketing alla prestigiosa Università americana Harvard Business School Online.

Ha un’esperienza ventennale, maturata come consulente e formatrice presso grandi multinazionali ad esempio AlitaliaPoste ItalianeAutostrade per l’ItaliaISUFI Istituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare etc. Rivedi la sua intervista che spiega i benefici che i clienti ottengono rilasciata a Millionaire.it >>

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