Perché è importante investire nella propria formazione
Quando ho iniziato ad occuparmi di formazione, nel 2006, non immaginavo l’importanza strategica che avrebbe assunto la necessità di aggiornarsi costantemente per restare al passo con i tempi.
In questo mondo un po’ pazzo e in continua evoluzione, la formazione è diventata un fattore essenziale per garantire un futuro migliore e sostenibile sia per la società che per gli individui.
Sì dà il caso, infatti, che la conoscenza e le competenze siano diventate la “materia prima” principale dell’economia globale. Al punto che il successo delle nazioni, delle imprese e delle persone dipende sempre di più dalla loro capacità di adattarsi e innovare.
Riflettevo su questo mentre svolgevo il mio compito di commissario esterno durante gli esami di maturità, sollecitata dalla traccia della prima prova di ambito tecnico-scientifico: un brano tratto dal libro di Piero Angela “Dieci cose che ho imparato”.
In questo brano, Angela mette l’accento sulla «diminuzione del costo relativo delle materie prime e della manodopera rispetto al “software”, cioè alla conoscenza, alla creatività» e sul fatto che «l’elaborazione mentale sta diventando la materia prima più preziosa».
Investire nella formazione, quindi, è vitale per garantire l‘accesso alle competenze necessarie per sopravvivere (metaforicamente parlando) in un mercato sempre più competitivo, sia per quanto riguarda un’impresa che una persona.
Certo, prima di tutto è giusto che siano i giovani ad essere adeguatamente preparati per affrontare le sfide del futuro e adattarsi a un mondo in continua evoluzione. Ma non bisogna dimenticare gli adulti: tra intelligenza artificiale e nuove tecnologie, molti lavori manuali (e persino intellettuali) rischiano di scomparire; “sopravvivere” a questa rivoluzione richiede una grande capacità di aggiornarsi costantemente.
Non si è “imparati” una volta per tutte. Per questo sono profondamente convinta che la formazione non deve essere vista solo come un investimento a breve termine, ma come un investimento a lungo termine per la crescita economica e la competitività di una nazione e dei suoi abitanti.
(Convinta a tal punto da aver deciso di prendermi una seconda laurea: sono agli ultimi esami e alla tesi. Conto di finire entro l’anno).
Per altro, il solo “sapere” non basta nemmeno. La capacità di lavorare in team e di collaborare con gli altri è un’altra competenza fondamentale per competere sul mercato del lavoro. Per esperienza so che le aziende cercano sempre più persone in grado di lavorare in modo efficace in gruppo, di condividere le conoscenze e di collaborare alla realizzazione degli obiettivi comuni.
Investire nella propria formazione
Come sviluppare le competenze necessarie per competere nel mercato del lavoro
Potrei dirti che per sviluppare le competenze necessarie a competere nel mercato del lavoro sia sufficiente fare un corso di formazione o di aggiornamento professionale.
In realtà non è così. O per lo meno, non è solo questo.
Il segreto, secondo me, è – come disse Steve Jobs – avere sempre fame. Fame di capire. Fame di conoscere. Fame di apprendere. Fame di migliorarsi.
Per sviluppare queste competenze, quindi, serve anche frequentare workshop e seminari, leggere libri e riviste di settore, partecipare a conferenze e congressi, confrontarsi e condividere le proprie esperienze, collaborare con gli altri per sviluppare nuove idee e progetti.
Ognuno di noi deve essere pronto o pronta a imparare sempre cose nuove, adattarsi a nuovi ambienti di lavoro e collaborare con gli altri. Solo così, secondo me, è possibile mantenersi competitivi sul mercato del lavoro, sconfiggere i robot e garantirsi un futuro professionale.
E questo vale anche per le imprese, soprattutto quelle micro, piccole e medie, di solito le più esposte e vulnerabili alla rapida evoluzione del mercato e dalla concorrenza globale. I governi dovrebbero sostenerle e aiutarle, ma anche loro devono agire, per esempio investendo nella formazione dei loro dipendenti.
Se è vero, come diceva Piero Angela, che «l’elaborazione mentale sta diventando la materia prima più preziosa» ne consegue che il patrimonio più importante di un’azienda è il suo “capitale umano”.
Alla prossima con altre riflessioni, notizie e novità.
Rosalba