Slalom tra le lauree: una bussola per orientarsi

Slalom tra le lauree: una bussola per orientarsi

Laurea; laurea specialistica; magistrale; triennale; a ciclo unico: ma quanti tipi di laurea ci sono? E che differenza c’è? Le riforme dell’ordinamento universitario che si sono susseguite a partire dal 1999 hanno disseminato di confusione il cammino di laureati e laureandi. Proviamo, allora, a fare un po’ di chiarezza, perché è importante sapere se e in cosa si differenziano i diversi titoli di studio per poter fare una scelta consapevole (e anche rispondere in modo corretto quando ci si presenta ad un colloquio di lavoro o ad un bando di concorso).

 

1999: riforma spartiacque

 

La prima grande riforma, che ha cambiato l’organizzazione universitaria, è del 1999. È quella che introduce la famosa formula del 3+2 con lo scopo di aumentare il numero delle matricole e migliorare le chance di trovare subito un lavoro.

 

Prima della riforma, con il vecchio ordinamento, si otteneva la laurea, o meglio il “diploma di laurea”, dopo aver concluso un ciclo di studi di durata variabile (4, 5, 6 anni a seconda della facoltà). Gli esami, in numero anch’esso variabile a seconda della materia, erano raggruppati per annualità. Queste lauree (oggi chiamate “lauree di vecchio ordinamento”) vengono equiparate alle nuove secondo precisi criteri.

 

Con la riforma del 1999 cambia tutto. Da un ciclo si passa a due e nascono due lauree, una denominata triennale, l’altra specialistica:

 

  • laurea triennale – è il titolo di primo ciclo e dura appunto tre anni, durante i quali lo studente deve ottenere 180 crediti formativi (la nuova unità di misura degli esami, che ha sostituito l’annualità). Questo ciclo di studi fornisce una preparazione teorico-metodologica generale e, a seconda della materia, competenze professionali di tipo tecnico-operativo. Vi si accede con il diploma di scuola secondaria superiore, dà il titolo di Dottore ed è prerequisito obbligatorio per accedere alla laurea del secondo ciclo.

 

  • laurea specialistica – è il titolo di secondo ciclo della durata di due anni e viene conseguito acquisendo 300 crediti formativi, compresi i 180 del primo ciclo. Viene definita specialistica perché lo studente acquisisce una formazione avanzata che gli permette di esercitare una professione a elevata specializzazione e in ambiti specifici.

 

I CFU

 

Il credito formativo universitario, introdotto dalla riforma, definisce convenzionalmente la quantità di studio o il carico di lavoro necessari ad uno studente in 25 ore per acquisire la conoscenza richiesta. In parole povere, definisce la difficoltà di un esame, anche se i CFU si possono acquisire pure attraverso attività extra-universitarie e/o competenze professionali purché certificate.

 

L’ordinamento universitario attuale

 

Ma la riforma del 1999 non è l’ultima. Ce n’è stata un’altra nel 2004, che ha aggiunto un ciclo, regolamentato la formazione post-laurea e cambiato il nome dei titoli di studio (da cui la confusione che spesso si genera).

 

Per cui oggi abbiamo:

 

  • Primo ciclo: la laurea triennale, che ora si chiama semplicemente laurea o laurea di primo ciclo ed è generalmente indicata con la sigla LL;
  • Secondo ciclo: la laurea specialistica, che è diventata laurea magistrale (LM), e il master di primo livello;
  • Terzo ciclo: il dottorato di ricerca, il diploma di specializzazione, il master di secondo livello.

 

Ai master di primo e secondo livello (durata un anno) si accede rispettivamente con la laurea di primo ciclo e con la laurea magistrale. Il dottorato di ricerca, invece, dura 3 anni e vi si accede dopo aver conseguito la laurea magistrale.

 

A chi si è iscritto all’università con il vecchio ordinamento, la riforma garantisce la possibilità di proseguire gli studi rimanendo nel proprio corso. Qualora lo studente voglia passare al nuovo ordinamento può farne richiesta alla facoltà che valuterà la corrispondenza tra esami e piani di studio sulla base di tabelle predisposte proprio a questo scopo.

 

Albi professionali

 

In via generale (e previo esame di stato), le lauree di primo ciclo consentono l’accesso agli albi professionali alla sezione B; quelle magistrali (e del vecchio ordinamento) alla sezione A.

Laurea a ciclo unico

 

Le riforme dell’ordinamento universitario italiano hanno lasciato invariato il ciclo unico per alcuni corsi di laurea, che quindi ora sono denominati corsi di laurea magistrale a ciclo unico. Tra questi: Medicina e chirurgia, Veterinaria, Farmacia, Architettura e ingegneria edile, Giurisprudenza. Trattandosi di corsi a ciclo unico, per accedervi è necessario aver conseguito il solo diploma di scuola secondaria superiore.

 

 

Le classi di laurea

 

Prima della riforma del 1999, i corsi di laurea e i loro nomi erano fissati per legge e uguali per tutte le università. Oggi, invece, esistono le classi di laurea: la legge fissa solo il loro numero e alcuni vincoli, lasciando alle università la facoltà di stabilire in parte il piano di studi e anche scegliere un nome diverso, cosa che qualche volta rende difficile orientarsi tra i corsi dei diversi atenei.

 

Sono previste:

 

  • 43 classi per le lauree del primo ciclo
  • 94 classi per le lauree magistrali
  • 4 per le lauree delle professioni sanitarie
  • 4 per le lauree magistrali delle professioni sanitarie
  • 1 classe per la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza.

 

Le classi sono indicate con una sigla (LL per le lauree e LM per le magistrali) seguita da un numero. Tutte le lauree che appartengono ad una classe hanno lo stesso, identico valore legale: la classe, infatti, garantisce che i relativi corsi rispettano gli stessi obiettivi formativi, stabiliti a livello nazionale dal ministero e uguali per tutte le università.

 

Ma poiché, come detto, gli atenei hanno acquisito un certo margine di discrezionalità, i corsi di laurea all’interno di una stessa classe possono avere caratteristiche diverse e variare sia nel nome che, in parte, nel piano di studi, prefiggendosi obiettivi formativi specifici (ad esempio legati al territorio dove è ubicata l’università).

 

Ricapitolando

 

L’organizzazione universitaria oggi è divisa in due cicli: primo (tre anni) e secondo (due anni).

Al primo ciclo corrispondono le lauree (ex lauree triennali); al secondo le lauree magistrali (ex lauree specialistiche).

Le prime si distinguono dalla sigla LL, le seconde dalla sigla LM. Le lauree pre-riforma sono denominate “di vecchio ordinamento”.

Ogni corso fa parte di una classe di laurea indicata da una sigla corrispondente alla laurea di riferimento (LL o LM) e un numero. È a questa sigla che devi fare attenzione quando stai per scegliere un corso di laurea; vuoi cambiare università o corso di studi; o ti stai candidando ad un concorso.

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