Sicurezza sul lavoro e formazione: binomio perfetto
Agosto si è chiuso tragicamente per i cinque operai ferroviari di Brandizzo, questa settimana l’incidente dell’autobus a Mestre, immane tragedia che tra gli altri conta tra le numerose vittime l’autista.
Una strage che ha riacceso (per l’ennesima volta) i riflettori su una piaga, quella delle morti sul lavoro, che non si riesce a debellare.
I dati sono davvero agghiaccianti:
- 559 vittime nei primi 7 mesi 2023
- una media di 80 vittime al mese
- + 4,4% rispetto al 2022.
- il settore più colpito da infortuni è il manifatturiero
- elevata incidenza di mortalità dei giovanissimi tra i 15 e i 24 anni
- fascia d’età più colpita tra i 55 e i 64 anni.
E l’anno deve ancora finire.
Dietro tragedie come quella di Brandizzo c’è quasi sempre il mancato rispetto delle più elementari norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. È un mix fatale, fatto di scarsa cultura della prevenzione, mancato uso dei dispositivi di sicurezza, inadempienza (quando non vera e propria negligenza dolosa) da parte delle imprese e dei datori di lavoro, disattenzioni e superficialità da parte dei lavoratori.
Alla ribalta della cronaca arrivano solo i casi più eclatanti e tragici, come la strage di Brandizzo; la tragica morte della giovanissima Luana D’Orazio, stritolata da un macchinario tessile; il disastro alla ThyssenKrupp di Torino.
Ma è uno stillicidio continuo. Le persone muoiono intossicate da vapori tossici; investite da un’impalcatura; travolte da un trattore o un muletto; schiacciate da un tornio meccanico; precipitate da un capannone; investite da un’esplosione; infettate dal Covid.
Sono operazioni abituali; la normale routine di chi lavora in una fabbrica, in un cantiere o in una struttura sanitaria. Operazioni ripetute migliaia di volte, magari per una vita intera senza che sia accaduto mai nulla, delle quali si è persa la percezione del pericolo. Oppure sono operazioni compiute per la prima volta; mansioni nuove portate avanti con ingenuità e inconsapevolezza, e delle quali non si conoscono per nulla i rischi.
Non a caso sono proprio la movimentazione delle merci, le cadute, l’utilizzo di utensili e le masse in movimento le cause principali degli infortuni, più o meno gravi.
Sicurezza sul lavoro: diritti e doveri
Le aziende hanno dei precisi obblighi di legge per tutelare la salute dei propri dipendenti nei luoghi di lavoro. Ma poi succede che, per risparmiare sui costi o per accelerare i tempi delle lavorazioni, i responsabili aggirino le norme o le semplifichino al punto da renderle inefficaci.
Approfittano del fatto che le persone, pur di lavorare e di non perdere il posto, accettano di rinunciare ad un loro diritto. O sono inconsapevoli del reale pericolo al quale vanno incontro. O, anche, sono infastidite da procedure che fanno perdere tempo e certe volte sono faticose (come ad esempio indossare una tuta pesante o una maschera protettiva d’estate).
Sono davvero rare le professioni che non espongono ad un qualche rischio per la salute, anche se con gradi di pericolosità diversi. Ogni lavoratore o professionista dovrebbe conoscere “i rischi del mestiere” per poter valutare se e quali misure adottare per proteggersi e riconoscere le eventuali mancanze dell’azienda o del datore di lavoro.
L’importanza della prevenzione
Da sempre gli esperti indicano nella prevenzione la strada più efficace per ridurre gli incidenti sul lavoro.
Dall’uso dei dispositivi individuali di sicurezza (caschi, tute, scarpe, paraorecchi, maschere ecc) alla salubrità di capannoni e laboratori; dal rispetto delle normative di legge alle buone pratiche aziendali e della regola dell’arte, tutto concorre se non ad eliminare ogni rischio, quantomeno a mitigarlo.
Questo è anche il motivo per il quale nei corsi di Fiorerosalba.com c’è sempre almeno un modulo dedicato alla sicurezza sul lavoro: è il lavoratore (dipendente, professionista o artigiano) che in prima persona deve informarsi e formarsi per comprendere quali sono i rischi, che misure adottare per non compromettere la propria salute e, soprattutto, quali sono i suoi diritti.
Perché, inutile sottolinearlo, lavorare in tutta sicurezza è un diritto di ognuno di noi.
Sicurezza sul lavoro: l’importanza della formazione
Il modulo dedicato alla sicurezza sul lavoro presente nei corsi di Fiorerosalba.com non è mai una perdita di tempo. Anche se all’apparenza può sembrare che non sia coerente con l’argomento del corso, lo studente acquisisce comunque delle competenze che sono trasversali e gli torneranno utili in futuro, anche se dovesse cambiare lavoro e/o mansione.
Conoscere i riferimenti di legge serve, ad esempio, al dipendente per proteggersi ma anche al datore di lavoro per essere in regola con la legge e al professionista che, ad un certo punto, decide di assumere un collaboratore e vuole dormire sonni tranquilli.
Il modulo spiega cos’è un piano di emergenza; come comportarsi quando si movimentano delle merci; quali sono i diversi tipi di rischi (elettrico, meccanico); quali sono e come vanno utilizzati i diversi dispositivi di sicurezza (i cosiddetti DPI, dispositivi di protezione individuale); qual è il ruolo e quali i requisiti che deve avere il medico competente nella prevenzione sanitaria; che caratteristiche devono avere ambiente e illuminazione; e tante altre informazioni preziose che arricchiscono il proprio bagaglio culturale e professionale e aiutano a difendere i propri diritti.
La conoscenza non è mai un di più inutile. La consapevolezza rende migliori le persone. E mettendo a frutto le nozioni apprese nel modulo si dà il proprio contributo per ridurre un fenomeno tragico e rendere il mondo del lavoro più sicuro per tutti.