Ami gli animali? Trasforma la tua passione in un lavoro
«Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita». Questa famosissima massima di Confucio forse è sopravvalutata, ma certamente fare un lavoro che piace e che coincide con le proprie passioni aiuta a sentire di meno il peso degli impegni e dei momenti difficili. Perciò, se ti piacciono gli animali hai mai pensato di trasformare questa tua passione in un lavoro? Tanto più che si tratta di un settore in costante crescita che offre tantissime opportunità sia per chi cerca un impiego fisso, sia per chi vorrebbe aprire una propria attività.
Sempre più animali da compagnia nelle case degli italiani
Cani, gatti, ma anche pesci, rettili, uccelli, tartarughe, criceti, cavalli: nelle case (e nei giardini) degli italiani c’è una fauna sempre più numerosa. L’ultima fotografia è dell’Eurispes che nel suo rapporto del 2021 certifica che il 40,2% degli italiani possiede almeno un animale, per il quale spende tra i 31 e i 100 euro al mese. Nel 2018 la percentuale era del 32,4%; nel 2020 del 39,5 (con un +5,9% sul 2019).
Per le adozioni c’è stato addirittura un vero e proprio boom: nel 2020 l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) ha registrato un +15% rispetto al 2019 (8.100 cani e 9.500 gatti).
Si tratta di amici a quattro zampe per i quali occorre procurarsi cibo, accessori vari (cucce, trasportini, ciotole, guinzagli, gabbie, giochi ecc), cure veterinarie e assistenza. E infatti anche la spesa è aumentata: rispetto al 2020 è più che raddoppiata la quota di italiani che per il loro animale da compagnia spende tra i 51 e i 100 euro mensili (dal 13,7% al 30,4%), mentre la percentuale di coloro che spendono tra 101 e 200 euro è passata addirittura dal 3,2% al 10,5%.
Lavorare con gli animali
Quello degli animali da compagnia è dunque un settore che “tira”: il giro d’affari si attesta sui 2 milioni di euro, con una crescita annua del 2,8 per cento.
I negozi specializzati nell’alimentazione e negli accessori per animali si diffondono sempre di più in tutta Italia e offrono importanti possibilità di occupazione anche per giovani alle prime armi e senza esperienza: costituiscono spesso il trampolino di lancio per chi poi decide di aprire una propria attività.
A meno che tu non voglia fare il veterinario, lo zoologo o l’etologo, professioni per le quali serve una laurea (veterinaria, scienze naturali e biologiche), per molte occupazioni legate agli animali può bastare la frequenza di un corso specifico, dove apprendere le nozioni base (razze e caratteristiche, benessere animale, tecniche e prodotti per la cura, alimentazione, aspetti organizzativi e amministrativi di un’attività legata agli animali) per poi fare esperienza e perfezionare sul campo le proprie competenze.
Esiste quindi un’ampia possibilità per lavorare a contatto con gli animali: alcune sicuramente le conosci; ad altre forse non ci hai mai pensato. Vediamole.
Toelettatore
Il toelettatore è colui o colei che si prende cura del pelo dell’animale (pulizia ed estetica), principalmente cani e gatti. Lavora come dipendente (presso strutture veterinarie, canili, allevamenti) o in modo autonomo con una propria attività.
Pet-sitter, addestratore, pet-therapist
Pet-sitter
Quando il proprietario, per lavoro o viaggi, non può occuparsi del proprio animale subentra il pet-sitter. Accudisce l’animale in tutto e per tutto durante l’assenza del proprietario. Il pet-sitter può essere anche pet-walker, cioè la persona che porta il cane a fare la passeggiata quotidiana (in questo caso è buona norma avere competenze sul comportamento degli animali domestici per essere in grado di affrontare eventuali problemi).
Addestratore
Quella dell’addestratore non è una professione normata. Di solito si diventa addestratori spinti da una forte passione e dalla dedizione. Naturalmente non guasta avere competenze specifiche ma la formazione avviene soprattutto stando costantemente a contatto con l’animale (cane, gatto, cavallo) per imparare a conoscerlo ed essere dunque in grado di interagire con lui. L’addestratore ha un ruolo importante, perché aiuta a risolvere i problemi che qualche volta si presentano tra animale e proprietario, ma anche per l’assistenza ai disabili (ad esempio cani per non vedenti) e per il soccorso (cani-poliziotto, cani da valanga, cani da salvataggio).
Pet therapist
È risaputo che il contatto con un cane o un gatto aiuta ad alleviare le sofferenze fisiche, psicologiche e neurologiche, tanto che in molte corsie di ospedali – soprattutto quelle pediatriche – si fa ricorso alla pet therapy.
Il pet therapist è un operatore che conosce il comportamento dell’animale e dunque sa scegliere quello più adatto in base all’obiettivo che si vuole raggiungere, dando le giuste istruzioni al paziente, ai familiari, agli infermieri e al resto del personale.
Ma la pet therapy può avere una valenza anche solo educativa e ludico-ricreativa. In ogni caso si tratta di una forma di collaborazione con gli animali (oggi prevalentemente cane, cavallo, gatto e coniglio) dei quali è bene conoscere le caratteristiche sanitarie e comportamentali.
Per la grande diffusione che questa figura professionale sta avendo in Italia, si è deciso di regolamentarla, per tanto è necessario seguire corsi specifici per diventare professionista degli interventi assistiti con gli animali (Iaa). Inoltre, il ministero della Salute ha emanato delle precise linee guida, dal momento che il pet therapist lavora in equipe con altre figure professionali (veterinari e medici) e deve seguire precisi protocolli operativi che integrano medicina umana e veterinaria.
Assistente
Che si tratti di un canile, uno studio o clinica veterinaria, l’assistente è un operatore che sa occuparsi di animali sofferenti o in difficoltà; sa gestirli e sa come tranquillizzarli.
Nel caso di canili e gattili, dove si occupa della pulizia degli stalli, della somministrazione del cibo e dell’accoglienza, deve avere anche qualche abilità comunicativa per facilitare le adozioni.
Quando lavora in una clinica o studio, è il braccio destro del veterinario, svolgendo un po’ il ruolo di infermiere e aiutandolo a somministrare le medicine, tenere fermo l’animale durante la visita, prepararlo per un intervento.
Molti assistenti cominciano come volontari e apprendono il mestiere lavorando, ma se hai frequentato un corso avrai certamente maggiori possibilità di assunzione.
Allevatore
Come l’addestratore, anche l’allevatore solitamente è una persona che ama una razza al punto da volerla allevare. Più che per altre professioni, quella dell’allevatore è un’attività tipicamente imprenditoriale.
Oltre a conoscere le caratteristiche generali della specie che vuole allevare (cane, gatto, cavallo) l’allevatore è uno specialista della razza, della quale conosce le caratteristiche specifiche, le malattie ereditarie, le necessità alimentari e di benessere.
Fare l’allevatore professionista significa non solo seguire e difendere gli standard codificati, ma anche impegnarsi nel miglioramento della qualità della razza, del suo carattere e della sua salute facendo un’attenta selezione dei riproduttori sulla base di precise caratteristiche e sulla genealogia.
Come si vede, non basta amare gli animali. Per lavorare nel settore del pet in modo professionale occorre dedicare un impegno costante allo studio e alla conoscenza del loro comportamento, delle loro necessità, fino anche a specializzarsi in una determinata razza.